Milano fashion week, niente sfilata solo video: la rivoluzione Moncler

Spettacolo

Maria Teresa Squillaci

Non una passerella ma una galleria d'arte composta da cinque stanze, ognuna dedicata a una diversa videoinstallazione, è la seconda tappa del progetto "Genius" inaugurato lo scorso febbraio dal brand. Tra saké bar e vasche d'acqua, ecco come è andata la serata

È di moda vivere gli eventi attraverso uno schermo. Succede anche durante le sfilate, dove spesso gli invitati sono così impegnati a pubblicare foto e video live sui social network che vedono cosa c’è in passerella solo dallo schermo del cellulare. Forse anche per questo Moncler ha deciso di rivoluzionare il concetto di fashion show eliminando del tutto la passerella tradizionale. 

Durante la settimana della moda di Milano il brand ha scelto il video come unico mezzo per presentare la sua collezione. Lo spazio industriale di via Orobia 15 è stato trasformato in una galleria d’arte dove, passando di sala in sala, il pubblico assisteva a una serie di video installazioni che rappresentavano la nuova linea del marchio. 

L’idea alla base del progetto “Moncler Genius Building” è quella di superare il calendario semestrale dei fashion show: ieri sono state presentate cinque nuove collezioni di cinque diversi designer che, aggiungendosi alle otto mostrate a febbraio, completano l’offerta per tutto l’anno.

Eliminare la distinzione tra autunno/inverno e primavera/estate non è l’unica novità che ha portato Remo Ruffini: all’evento non c’erano posti assegnati e separazioni tra chi era seduto in prima fila e chi no, ma centinaia di persone che vivevano insieme questo nuovo concetto di sfilata. “Oggi vogliamo che la nostra comunicazione sia virale e digitale” ha detto l’amministratore delegato.

Ecco quindi che online e offline interagiscono tra loro e mentre sulle pareti sfilavano i modelli virtuali, quegli stessi muri erano lo sfondo dei servizi fotografici delle modelle reali che giravano per le sale.

E così capitava di trovarsi a osservare un’opera di video arte accanto alla Dark Polo Gang o in fila al grande bar che offriva solo cocktail a base di sakè con l’influencer Olivia Palermo e il marito, il modello tedesco Johannes Huebl.

Ad accogliere lo spettatore c’era una vasca d’acqua su cui si specchiavano le immagini dei  piumini decorati da motivi di petali e i trench in pvc con motivi floreali di Simone Rocha. Si passava poi al videocollage dai colori pop di Moncler 1952. Nella sala a lui dedicata, Craig Green proiettava capi ispirati al kite-surf mentre Kei Ninomiya ha ricostruito in 3D le creazioni di 'Moncler Noir'.

Il progetto che Moncler sta portando avanti si chiama "Genius" e, forse, l'idea geniale è questa: senza passerella gli ospiti sono costretti a guardare i modelli perchè, si sa, le foto ai video vengono male.

 

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