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Venezia 75, i 18 film stranieri in concorso per il Leone d'Oro

Spettacolo
Ansa

Sono le pellicole che sfideranno le 3 opere italiane che concorrono in questa edizione. Da "First Man" di Damien Chazelle, che racconta lo sbarco di Armstrong sulla luna, al western dei fratelli Coen: spazio per tutti i generi, dalla fantascienza al dramma

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Sono 18 i film stranieri in concorso alla 75esima edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, che si apre mercoledì 29 agosto. Sfideranno le tre opere italiane in gara: un remake d'autore, "Suspiria" di Luca Guadagnino, "Capri – Revolution", omaggio all'isola tra storia e mito firmato da Mario Martone e "Che fare quando il mondo è in fiamme", documentario sul sempreverde razzismo Usa. Ecco, in sintesi, le trame dei 18 film che sfideranno i titoli nostrani.

Apre First Man di Chazelle

Apertura con un super candidato agli Academy come "First Man" di Damien Chazelle. Già vincitore di 6 Oscar con "La La Land", il regista torna a lavorare con Ryan Gosling e gli fa vestire i panni dell'astronauta Neil Armstrong, primo uomo sulla luna nel 1969. Sempre dagli Usa arriva "The ballad of Buster Scruggs" dei fratelli Coen, la surreale ironia con risvolti noir dei due registi americani questa volta alle prese con un'antologia western in sei racconti. Julian Schnabel, in questo caso prima pittore che regista, mette mano con "At Eternity’s Gate" alla vita del grande Van Gogh interpretato da Willem Dafoe. Focus sugli anni trascorsi dall'artista nel sud della Francia prima di essere internato in manicomio. Rick Alverson porta in concorso l'infinita maledizione della famiglia Kennedy in una sorta di medical-history-drama dal titolo: "The Mountain". Ambientato negli anni Cinquanta, il film è ispirato alla storia vera del medico che eseguì, tra l'altro con pessimi risultati, una lobotomia su Rosemary Kennedy, figlia di Joseph Kennedy.

Jennifer Kent, unica regista donna in concorso

"Vox lux" del trentenne Brady Corbet con Natalie Portman, Jude Law, Raffey Cassidy e Stacy Martin, segue invece la scalata al successo di Celeste (Portman), popstar di fama internazionale che si ritroverà a confrontarsi con il tragico passato che ne ha segnato l'ascesa. L'australiana Jennifer Kent, unica regista in concorso e già autrice dell'horror The “Babadook”, porta al Lido "The Nightingale", il più classico dei revenge movies. "Sunset" di Laszlo Nemes è ambientato a Budapest nel 1913. Qui la Irisz Leiter arriva nella capitale ungherese inseguendo il sogno di diventare modista nella leggendaria cappelleria appartenuta ai suoi defunti genitori.

Dal Giappone di Tsukamoto al Messico di Cuaron

Con "Zan" (Killing) di Shinya Tsukamoto siamo in Giappone a fine periodo Edo. Qui un ronin (samurai senza padrone) lavora come contadino. Nel suo stesso villaggio è alle prese con il mondo violento che lo circonda, ma il samurai si scopre incapace di uccidere. "Double Vies" (Non fiction) di Olivier Assayas si annuncia come una commedia brillante: Alain (Guillaume Canet), editore parigino, lotta per adattarsi alla rivoluzione digitale. "Fre’res Ennemis" di David Oelhoffen è un classico nella Parigi contemporanea. Due amici cresciuti assieme si trovano ai lati opposti della legge: Manuel è un criminale, Driss un poliziotto. Quando il più grande affare di Manuel va storto, i due si rendono conto che hanno bisogno l'uno dell'altro. Con "Roma", a cinque anni da "Gravity", Alfonso Cuaron torna al Lido, questa volta con un film che racconta la vita di una famiglia borghese di Città del Messico a inizio anni Settanta, una famiglia che ricorda molto la sua. Ma il film parla anche di un evento storico, il massacro del Corpus Christi, la violenta repressione di una protesta studentesca avvenuta nel 1971.

Attesa per Opera senza autore di Henckel Von Donnersmarck

Tra politica, storia, arte e introspezione arriva al Lido "Opera senza autore" di Florian Henckel Von Donnersmarck, Oscar nel 2007 per "La vita degli altri". Ispirato a fatti realmente accaduti, il film racconta tre epoche di storia tedesca attraverso la vita dell'artista Kurt Barnert, il suo amore per Elisabeth e il problematico rapporto con il suocero. "The sisters brothers" di Jacques Audiard è un western-noir basato sull'omonimo romanzo del canadese Patrick DeWitt.  Oregon, 1850: un cercatore d'oro, Hermann Kermit Warm, è inseguito da un famigerato duo di assassini, Eli e Charlie Sisters (Joaquin Phoenix). Un cercatore, Morris (Jake Gyllenhaal), si unirà ai due sicari nell'inseguimento. "Peterloo" di Mike Leigh racconta i fatti accaduti in questa località nel 1819 quando un pacifico raduno pro-democrazia a Manchester si trasforma in una strage.

22 July ripercorre la strage di Utoya

"Acusada" del giovane regista argentino Gonzalo Tobal è un giallo ispirato a un fatto di cronaca. Dolores, una studentessa, viene accusata anni dopo della morte della sua più cara amica brutalmente assassinata. "The favourite" del morboso regista greco Yorgos Lanthimos si ispira a fatti realmente accaduti alla corte della regina Anna (Olivia Colman) nell'Inghilterra a inizi 700. Al centro di tutto, la rivalità tra due cortigiane: Sarah Churchill, Duchessa di Marlborough (Rachel Weisz) e Abigail (Emma Stone). Con "Nuestro tiempo" del messicano Carlos Reygadas si entra nella sua stessa vita. Interpretato dal regista e sua moglie nei panni di loro stessi, il film racconta la storia di questa coppia 'aperta', dove l'uomo deve a un certo punto affrontare il fatto che la moglie si è innamorata di un altro. "22 July" del regista inglese Paul Greengrass ricostruisce la strage di Utoya (Norvegia) del 22 luglio 2011 dove 77 persone, per la maggior parte ragazzi, furono uccise dal giovane estremista Breivik. La strage e il processo che ne è seguito sono raccontati grazie alle parole di un sopravvissuto.