Chi è Michele Riondino, il padrino del Festival di Venezia 2018

Spettacolo
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Alla Mostra internazionale del Cinema di Venezia, Michele Riondino lo abbiamo visto più volte in veste di attore e spettatore, quest’anno, alla settantacinquesima edizione del Festival, lo vedremo nell’insolito ruolo di padrino aprire e chiudere la kermesse cinematografica (29 agosto – 8 settembre). Continua a leggere e scopri di più sull'attore pugliese.

La settantacinquesima Mostra internazionale del Cinema di Venezia, si preannuncia quest’anno particolarmente ricca, sia in termini di numeri che di presenze di un certo calibro. Tra le ventuno pellicole in gara, a contendersi il Leone D'Oro, troviamo tre film italiani, Suspiria di Luca Guadagnino (remake del capolavoro di Dario Argento), Capri-Revolution di Mario Martone, e What you gonna do when the world is on fire di Roberto Minervini. Nel ruolo di padrino della kermesse, al Lido di Venezia, Michele Riondino conduce le serate di apertura e chiusura del Festival. L’attore pugliese nasce a Taranto il 14 marzo 1979 sotto il segno dei Pesci e di una buona stella, la stessa che lo porta ben presto dal quartiere di Paolo VI, dove è cresciuto, a Roma. Qui, nella capitale, si divide tra studio e recitazione, frequenta l'Accademia di Arte Drammatica e inizia a muovere i primi passi verso quella che sarà la sua brillante carriera di attore. Michele Riondino esordisce calcando i palcoscenici teatrali e continua a lavorare come attore per il piccolo e grande schermo. Il suo secondo amore (il primo è la musica, non a caso è il direttore artistico del concerto del Primo maggio nella sua Taranto), resta il teatro. Come lui stesso racconta, è la palestra con cui oggigiorno continua a misurarsi, “tutto quello che è venuto dopo la scuola, dopo i primi spettacoli, ritengo sia il frutto di una dedizione alla materia della recitazione”.

I tempi in cui, affascinato dal film di Peter Weir "L'attimo fuggente" (1989), fonda con alcuni amici la band musicale “La setta dei poeti estinti” e non ancora maggiorenne, frequenta a Taranto, il Centro di Ricerca e Sperimentazione Teatrale, sembrano lontani, soprattutto considerando il lungo elenco della sua filmografia, i premi e i riconoscimenti ricevuti. L’attore ha lavorato tra gli altri con Marco Bellocchio, Giuseppe Patroni Griffi, Emma Dante, Daniele Vicari, Marco Risi, Valerio Mieli, Mario Martone.

Dal giovane Montalbano di Andrea Camilleri al Giovane Favoloso di Mario Martone, Riondino, è pronto a vestire i panni del giovane padrino della settantacinquesima Mostra internazionale del Cinema di Venezia, diretta da Alberto Barbera, organizzata dalla Biennale di Venezia e presieduta da Paolo Baratta. Ecco cosa ha dichiarato a riguardo: "Sono molto onorato di raccogliere il testimone dall'amico Alessandro Borghi, molto grato al direttore Barbera e al presidente Baratta che decidendo di continuare sulla linea ostinata e contraria, mi hanno dato la possibilità di partecipare in maniera attiva a questa rivoluzione di genere che concede a un uomo l'onore di aprire e chiudere il festival di Venezia. La rivoluzione si addice alla mia persona e il rischio stimola la mia creatività. I costumi e le società hanno bisogno di rinnovarsi e sperimentare nuove forme per uscire fuori dagli schemi. Spero dunque che la meravigliosa famiglia di cui faccio parte, quella del cinema e del teatro, continui ad adoperarsi per rompere schemi prestabiliti e dia sempre più spazio a padrini (oltre che a madrine), ma anche e soprattutto a direttrici della fotografia, capo elettriciste, montatrici, operatrici di macchina, ma anche a segretari di edizione (chissà perché sono quasi tutte donne). E che questa rivoluzione avvenga su parametri meritocratici e non su svilenti e inutili proporzionali quote rosa".

 

 

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