Giffoni 2018, c'è Mirkoeilcane a raccontare come il successo è impegno

Spettacolo

Fabrizio Basso

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Giffoni 2018...Secondo me, che è il titolo del disco di Mirkoeilcane, giovane cantautore romano che ha incontrato i ragazzi del Giffoni Film Festival. Lo abbiamo incontrato e intervistato

(@BassoFabrizio
Inviato a Giffoni Vallepiana)


In questo 2018 il Giffoni Film Festival ha riaperto alla musica. Non che mai la abbia esclusa, ma stavolta la musica entra in maniera massiccia in ogni ambito di Giffoni 2018. Tra i tanti artisti che abbiamo incontrato c'è Mirkoeilcane, all'anagrafe Mirko Mancini, cantautore romano che da non molto ha pubblicato l'album Secondo me. Lo abbiamo incontrato e intervistato.

Mirko è al debutto qui a Giffoni?
E’ la prima volta, certo lo conoscevo di fama.
Prime impressioni?
Vedere una cosa del genere è importante e utilissimo, mette i giovani di fronte a temi che non gli capiterebbe di affrontare altrove. E' molto formativo, prepara alla vita.
Da artista che dice?
Che è una buona palestra, un bambino è sempre sincero, senza filtri, un arricchimento per chi li ascolta.
Come racconta al popolo di Giffoni le sue canzoni?
Sono quello per cui ho lavorato, studiato, pianto, riso. Sono il centro di quello che poi uno vuole fare nella vita. E' avere sempre qualcosa da dire.
Difficile fare il cantautore?
Il mio obiettivo è raccontare il mondo, a livello personale ci lavoro con onestà intellettuale ma noto che tanti altri che si prodigano a fare la stessa cosa ci mettono del narcisismo.
Quali dovrebbero essere i temi della canzone?
Per me cantautore devono essere critica sociale e risveglio delle coscienze.
La musica può cambiare il mondo?
Credo di sì anche se forse non in maniera netta come negli anni Sessanta.
Eppure c'è chi sostiene che quella generazione ci ha illuso.
Non sono d'accordo. C’era gente bigotta, indossare una gonna o una maglietta scollata erano scandalo. Molto merito è della musica se ci sono stati dei cambiamenti,
Lei come contribuisce?
Sposto quotidianamente un sassolino. La musica muove la coscienza.
Come si considera?
Mi piace la definizione di cantautore perché abbina musica e parole. Mi spiace però quando si va a generalizzare e si finisce in contenitori omnicomprensivi. E’ un mestiere il mio.
Canta se stesso o quello che c'è intorno a lei?
C'è sempre una parte di se stessi in quello che esce dalla viscere del cervello e sfocia in musica. L’osservazione della realtà aiuta a trovare nuovi spunti anche si cambiano nomi e contesto.
E social?
Ne sono un po’ avulso per carattere, però c'è chi mi aiuta a diffondere le mie cose. Il dramma dei social è che spesso si diffondono cose minime e negative. Bisogna fare girare informazioni anche in modo ironico.
Che fa in questo periodo?
Sono da maggio in tour col disco, finisco il 2 settembre. Intanto ho continuato a scrivere così poi mi concentro sul nuovo disco.

 

 

 

 

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