Dai gondolieri a Kate Moss, friulane: le scarpe dell'estate

Spettacolo

Maria Teresa Squillaci

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In velluto o stampate, da uomo o da donna, queste calzature a metà tra un paio di pantofole e i mocassini, sono una delle grandi tendenze del momento ma hanno una tradizione antichissima

Sono di moda le friulane. Da vezzo un po’ di nicchia da andare a cercare nelle pantofolerie del nord Italia, le scarpe nate povere si vedono oggi ai piedi di tutti.

Queste calzature a metà tra pantofole e mocassini sono una delle grandi tendenze del momento: Giorgio Armani ha ammesso di usarle, le influencer le indossano, la top model Kate Moss ha raccontato di averle trovate in un piccolo negozio a Londra e di essersene innamorata.

In realtà, come spesso accade, a tornare di moda è un accessorio del passato con una tradizione antichissima: le friulane (o furlane) sono scarpe unisex e artigianali, oggi sono considerate  simbolo dello stile “no logo” e “green”, in realtà non hanno marchio perché venivano prodotte in casa dalle donne del Friuli che le confezionavano per tutta la famiglia e sono nate “ecologiche” perché venivano usati i materiali a disposizione, spesso di scarto.

Lo storico modello delle “friulane” non ha, per tradizione, un destro ed un sinistro. Nelle campagne del Friuli dell'Ottocento ogni famiglia aveva le sue tecniche per realizzarle riuscendo a tirar fuori praticamente dal nulla calzature a costo zero da usare nei giorni di festa come alternativa agli zoccoli indossati per il lavoro. Erano le scarpe per andare a messa. All’epoca, i materiali a disposizione erano pochi e, anche solo per vestirsi, era necessario affidarsi al riciclo. Le gomme delle vecchie biciclette venivano usate per la suola, i sacchi di juta e gli stracci, invece, per la tomaia.

Dal Friuli queste calzature si diffusero in tutto il nord Italia. Apparvero ai piedi dei gondolieri veneziani, che le utilizzavano per non rovinare i legni delle gondole preziose e si narra che anche i nobili veneziani le indossassero per sgattaiolare in silenzio (grazie alle suole morbide) nella notte dalle loro amanti segrete.

Piccoli adattamenti hanno consentito a queste scarpe di arrivare ai giorni nostri. Le vere friulane sono unisex, possono essere indossate con il tallone sollevato o abbassato e sono adatte sia per l'interno sia per l'esterno. La tomaia è in velluto (da alcuni anni, è comparso anche il lino) e la suola deve essere rigorosamente fatta con copertone di bicicletta. Le cuciture - particolare che certifica l'origine artigianale - devono essere applicate a vista sulla suola, in maniera concentrica, su tutto il bordo.

Ci sono diversi motivi per cui potremmo mettere almeno un paio di queste scarpe nel nostro armadio: stanno bene con quasi tutti gli outfit (dopotutto sono pantofole e il concetto della versione fashion è lo stesso di quelle classiche che si mettono tornando a casa indipendentemente da cosa si indossa), sono sicuramente comode e hanno prezzi contenuti. Per abbattere il muro psicologico di uscire in pantofole possiamo ricordare che uno dei primi a farlo è stato Tom Ford: negli anni ’90, sulla passerella di Gucci, si presentò con ai piedi un paio di pantofole in velluto pregiato.

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