Carlo Vanzina, il saluto del fratello Enrico: "Per me eri tutto"

Spettacolo

Attraverso le pagine de Il Messaggero, il regista lo ha ricordato con una dichiarazione struggente: "Era il mio migliore amico"

"Per me, Carlo era tutto. Era mio fratello, era il mio migliore amico, era il mio confidente e io il suo, era il mio alter ego nel lavoro". Con queste parole, affidate alle colonne de Il Messaggero, Enrico Vanzina ha commentato la scomparsa del fratello. "Siamo stati insieme praticamente tutti i giorni della nostra esistenza, prima da piccoli, poi da adolescenti, poi sul lavoro. Carlo è stato il mio passato ed era il mio futuro". Enrico era il maggiore tra i due fratelli, e come tale ha cercato di difendere il più piccolo dalle avversità della vita. "Non ce l'ho fatta - scrive - Come diceva George Simenon 'bisogna accettare la vita come viene, lei è più forte di noi'".

Le parole nel momento del dolore

Carlo ed Enrico Vanzina hanno scritto insieme pagine importanti del cinema italiano, segnando un'epoca con decine di film che, col tono della commedia, hanno raccontato i cambiamenti dell'Italia. Le prime parole di Enrico erano state affidate a un comunicato diramato dalle agenzie. Poi si era chiuso nel suo dolore ricevendo l'affetto degli amici e dei colleghi. Oggi ricorda il fratello con il commovente articolo in cui si parla anche dell'aspetto privato della loro vita.

Il Carlo Vanzina privato

Carlo Vanzina, scrive il fratello Enrico, "era un marito e un padre meraviglioso, nel lavoro e stato un formidabile regista. Io, che ho lavorato anche con altri grandissimi autori, vi assicuro che lui, per delle sue doti innate, come Sugar Ray Robinson, o Pelè, o Ribot, era il più bravo di tutti". Poi racconta un aneddoto, "l'addio prematuro" come lo ha definito il regista. "Pochi giorni prima che la sua malattia peggiorasse, anche se affaticato dalle cure, veniva ancora in ufficio a lavorare. Una mattina, mentre stavamo inventando la scena di un nuovo film, si è messo a fissare il vuoto, poi si è alzato, è venuto vicino a me, mi ha accarezzato lievemente la testa e mi ha detto: 'Stai tranquillo, io ho avuto una vita meravigliosa'. Per me è stata una fucilata al cuore".

"Chissà se lassù fanno film"

Il ricordo di Enrico Vanzina si conclude immaginando il fratello in compagnia di papà Steno e tutti gli amici di Carlo, da Monicelli a Trovaioli, da Scola a Ugo Tognazzi, passando per Paolo Villaggio e Alberto Sordi, "che adorava Carlo per il suo umorismo e per la sua grazia assoluta". "Chissà se lassù fanno film. Se sì - scrive Enrico - fai sorridere, come hai fatto in terra, anche il pubblico del Vecchio Cinema Paradiso. E dai un bacio a mamma. Adesso è lei che ti proteggerà in eterno".

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