Premio Strega 2018, chi sono i finalisti

Spettacolo
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Con tre donne è a maggioranza femminile la cinquina che si contenderà il premio letterario. Favorita Helena Janezcek con "La ragazza con la Leica", sulla fotoreporter Gerda Taro. Gli altri in lizza: Carlo D'Amicis, Marco Balzano, Lia Levi e Sandra Petrignani

Tre donne, due uomini. È a maggioranza femminile la cinquina finalista del premio Strega 2018, uno dei riconoscimenti letterari più prestigiosi in Italia. Dopo la prima scrematura avvenuta a marzo, dove erano stati presentati oltre 40 titoli, si è arrivati alla seconda selezione che ha stabilito 12 libri candidati e tra questi i cinque più votati dalla commissione. A guidare la lista, con 256 voti, è Helena Janeczek con il suo “La ragazza con la Leica” (Guanda), un libro che ripercorre la vita di Gerda Taro, la prima fotoreporter morta su un campo di battaglia a 26 anni e compagna di Robert Capa. Nella tripletta di donne in cinquina anche Sandra Petrignani, al terzo posto con “La corsara. Ritratto di Natalia Ginzburg” (Neri Pozza), 200 voti, e al quarto Lia Levi, già Premio Strega Giovani, con il suo “Questa sera è già domani'” (Edizioni E/O), 173 voti. Al secondo posto Marco Balzano con “Resto qui” (Einaudi) che ha avuto 243 voti. Al quinto posto Carlo D'Amicis con “Il gioco” (Mondadori), 151 voti. A presiedere il seggio, Paolo Cognetti, vincitore del premio nel 2017 con  “Le otto montagne” . La votazione finale è prevista per il 5 luglio, come da tradizione, al Ninfeo di Villa Giulia a Roma.

I romanzi in finale

"Sono stordita ma felice. È la prima volta che partecipo al Premio Strega ed è molto emozionante", ha detto Janeczek, di origine tedesca ma naturalizzata italiana. "In realtà scrivo in italiano da tantissimi anni, l’ho imparato da piccola. La mia lingua madre adottiva verso la quale ho sentito il maggiore amore", spiega la scrittrice ora in corsa per la vittoria. “Resto qui”, di Marco Balzano, ha invece la voce narrante di una donna e descrive un fatto vero ma dimenticato, una catastrofe linguistica nel Sud Tirolo, a cominciare dal periodo del Fascismo per arrivare fino agli anni ’60. “La corsara” di Sandra Petrignani ripercorre la vita di Natalia Ginzburg, scrittrice e figura di primo piano del panorama culturale italiano. Segue “Questa sera è già domani” di Lia Levi, un romanzo sulla persecuzione degli ebrei a opera dei nazisti, basato su vicende realmente accadute. Chiude la cinquina “Il gioco” di Carlo D’Amicis, romanzo “ironico e tragico” dalle tinte erotiche.

Le parole dei finalisti

Il libro di Marco Balzano, a differenza di Janeczek, più apprezzata dagli Amici della Domenica, è stato tra i più votati tra i lettori delle librerie e all'estero insieme a Francesca Melandri, prima degli esclusi con “Sangue giusto” (Rizzoli) che ha avuto 149 voti. "Ho preso pochi voti dagli Amici della Domenica (il gruppo di uomini e donne di cultura che formano la giuria, ndr) e tanti dai lettori, dalle biblioteche e dall'estero", ha detto Balzano. "Sono molto contento di questo. E poi in mezzo alle donne sto bene. Era nell'aria che sarebbe stata una cinquina femminile. Sono tre libri molto belli", spiega lo scrittore che con la voce narrante di una donna descrive un fatto vero ma dimenticato, una gigantesca catastrofe linguistica nel Sud Tirolo. È felice per la prevalenza femminile anche Sandra Petrignani: "Siamo tra donne, mi sembra una bella vincita. Siamo sempre in minoranza". E aggiunge sul suo libro, che segue le tracce di Natalia Ginzburg: "Non è un classico romanzo, è la mia poetica. Il romanzo è esaurito, ha dato il meglio di sé nel secolo scorso. A me piacciono le forme di narrativa ibride e sono contenta piaccia questa linea". Lia Levi, fresca dalla vittoria del Premio Strega Giovani (la cui giuria è formata da ragazzi tra i 16 e i 18 anni) con un romanzo ispirato a una storia vera, quella del marito della scrittrice, nato a Genova nel 1927 da una famiglia ebrea, è raggiante: "Il mio protagonista è giovane ma la storia racconta uno dei periodi più bui dell'Italia, le leggi razziali, la necessità di fuggire".

Come funziona il Premio Strega

Il premio nasce nel 1947, nel salotto letterario romano dalla scrittrice Maria Bellonci e di suo marito Goffredo, critico letterario, con il contributo di Guido Alberti, proprietario della casa produttrice del liquore Strega da cui il riconoscimento prende il nome. Viene assegnato ogni anno all'autore di un libro selezionato e pubblicato in Italia tra l'1 aprile dell'anno precedente e il 31 marzo dell'anno in corso. I giurati possono proporre titoli a loro graditi, purché supportati da almeno due di loro, fino al mese di aprile dell'anno in corso. Tra le 12 opere selezionate, nel mese di giugno la giuria sceglie la cinquina dei finalisti. A partire dall’edizione 2017, ai tradizionali 400 “Amici della Domenica” - che formano la giuria - e ai 40 lettori forti selezionati dalle librerie indipendenti italiane associate all'Ali (Associazione librai italiani), si aggiungono 20 voti collettivi espressi da scuole, università e 15 circoli di lettura presso le biblioteche di Roma e 200 voti espressi da studiosi, traduttori e intellettuali italiani e stranieri selezionati da 20 istituti italiani di cultura all'estero. Il numero dei votanti raggiunge quindi un totale di 660 aventi diritto. Tradizionalmente la votazione finale, con relativa scelta dell'opera vincitrice, avviene il primo giovedì del mese di luglio, nel Ninfeo di Villa Giulia a Roma.

Le precedenti donne vincitrici del Premio Strega

Il primo scrittore a ricevere lo Strega, nel 1947, è stato Ennio Flaiano con “Tempo di uccidere”. A 71 anni dalla sua istituzione, sono dieci le donne che hanno vinto il Premio: la prima, nel 1957, è stata Elsa Morante, seguita da Natalia Ginzburg, Anna Maria Ortese, Lalla Romano, Fausta Cialente, la stessa fondatrice Maria Bellonci, Mariateresa Di Lascia, Dacia Maraini, Margaret Mazzantini e Melania Gaia Mazzucco, ultima donna a ottenere il riconoscimento nel 2003. Tra le opere più conosciute e fortunate vincitrici del premio, “Il nome della rosa” di Umberto Eco e “Il Gattopardo” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

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