Oscar 2018, i record di questa edizione

Spettacolo
Jordan Peele con l'Oscar per la Miglior sceneggiatura originale
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Dal vincitore più anziano al primo nero premiato per la Miglior sceneggiatura originale, ecco i record e le prime volte di questa Notte degli Oscar.

 

Oscar 2018, un’edizione da record

La 90ª edizione degli Oscar si è conclusa, i vincitori sono stati annunciati, i vinti sono tornati a casa a mani vuote. Ma questi Academy Awards non passeranno senza lasciare traccia, perché hanno segnato alcuni record destinati a perdurare nel tempo.

 

Il Matusalemme degli Oscar

Grazie al brillante script di Chiamami col tuo nome, James Ivory si è aggiudicato il premio Oscar per la Miglior sceneggiatura non originale (il film è tratto dal romanzo omonimo di André Aciman). Già candidato per tre volte come Miglior regista con Camera con vista, Casa Howard e Quel che resta del giorno, Ivory alla fine l’ha spuntata come sceneggiatore.

Quel che rende però davvero eccezionale la vittoria di James Ivory, è che con i suoi 89 anni è la persona più anziana a essere insignita di un premio Oscar. Il precedente primato era di Ennio Morricone, vincitore della statuetta per la Miglior colonna sonora vinta nel 2016 con The Hateful Eight: aveva 87 anni.

 

Oscar in Black

Tra gli outsider di questa 90ª edizione degli Academy Awards, spiccava senza dubbio Scappa – Get Out di Jordan Peele, in lizza in quattro categorie: Miglior film, Miglior regista, Miglior attore con Daniel Kaluuya e Miglior sceneggiatura originale ancora a Jordan Peele.

Delle due nomination, Jordan Peele è riuscito a concretizzarne una, aggiudicandosi il premio Oscar per la Miglior sceneggiatura originale. Risultato storico perché si tratta del primo nero a vincere questa statuetta.

 

¡Que viva Mexico!

I Premi Oscar saranno anche Made in USA, ma a dominare nella categoria Miglior regia è un altro paese, il Messico. Negli ultimi 5 anni, infatti, la statuetta è stata vinta per ben quattro volte da cineasti messicani.

Nel 2014 era stato Alfonso Cuaron con Gravity ad aggiudicarsi l’Oscar. I due anni seguenti era stato Alejandro Gonzalez Iñarritu a mettere a segno una spettacolare doppietta con Birdman e Revenant – Redivivo. Dopo una breve pausa con Damien Chazelle premiato nel 2017 con La La Land, quest’anno l’onore è toccato a un altro messicano, ovvero Guillermo del Toro con La forma dell’acqua.

Quel che rende ancora più spettacolare lo strapotere di Cuaron, Iñarritu e del Toro, è che i tre messicani sono anche amici nella vita reale, tanto da essere noti agli appassionati di cinema come i Three Amigos.

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