"Ephèmère – La bellezza inevitabile": la storia di Franco Maria Ricci

Spettacolo

Il prossimo 8 dicembre al Teatro Regio di Parma verrà proiettato il documentario sulla vita dell’editore e designer italiano, divenuto una delle personalità più influenti del panorama culturale internazionale

In occasione dei festeggiamenti per il suo ottantesimo compleanno, il prossimo 8 dicembre il Teatro Regio di Parma ospiterà la proiezione di  "Ephèmère – La bellezza inevitabile", il documentario sulla vita dell’editore e designer italiano, Franco Maria Ricci, realizzato da Simone Marcelli, Barbara Ainis e Fabio Ferri. La proiezione sarà gratuita e aperta a tutti.

La carriera da editore

Franco Maria Ricci, che ha compiuto 80 anni lo scorso 2 dicembre, ha iniziato la sua carriera come editore nel 1963 inaugurandola con la ristampa anastatica del "Manuale Tipografico". Ha coltivato in parallelo anche l’interesse per la grafica che lo ha portato a disegnare marchi e ideare pubblicità per grandi aziende, sia italiane che straniere. Diverse sono le collane pubblicate che lo hanno reso celebre, tra cui le Enciclopedie delle città e delle regioni d’Italia, come Milano, Parma, Roma e la Sicilia, volumi ricchi di immagine suggestive e testi. Reso celebre nel mondo dalla rivista FMR, pubblicata dal 1982 al 2004 e definita da Fellini "la perla nera", ha portato avanti la sua attività editoriale fino ad oggi. Oltra che editore e grafico, Ricci è anche un collezionista d’arte, un appassionato bibliofilo e un costruttore di labirinti.

La metafora del labirinto

Il documentario dal titolo "Ephèmère – La bellezza inevitabile", realizzato da Simone Marcelli, Barbara Ainis e Fabio Ferri, presenta la storia di Franco Maria Ricci mettendo in primo piano la metafora del labirinto, che è anche l’ultima opera dell’editore, "Il Labirinto della Masone", progettato in collaborazione con l’architetto Pier Carlo Bontempi e inaugurato nel 2015 nella sua Fontanellato, in provincia di Parma. Il documentario ripercorre simbolicamente e visivamente il sogno del labirinto fisico e metaforico ispirato all’editore dall’amico e collaboratore Jorge Luis Borges fin dagli anni Ottanta. I ricordi del protagonista vengono riportati in prima persona attraversando la storia di collaborazioni e amicizie con alcuni dei personaggi più importanti del panorama internazionale, in una commistione di arte, letteratura, design e narrativa. Le parole di Ricci si alternano alle interviste di alcuni di questi personaggi tra i quali il regista Bernardo Bertolucci, lo storico dell’arte Vittorio Sgarbi, gli editori Feltrinelli, Hoepli e Taschen e il direttore del Musée d’Orsay Guy Cogeval che presentano il protagonista come un estimatore e conoscitore della bellezza in tutte le sue forme, un visionario ambizioso, un intellettuale raffinato, ma anche, semplicemente, un caro amico.

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