Un film racconta "Dickens, l'uomo che inventò il Natale"

Spettacolo
Christopher Plummer è tra i protagonisti del film insieme a Dan Stevens e Jonathan Pryce (Getty Images)
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Al Torino Film Festival, il regista anglo indiano Bharat Nalluri ha presentato in anteprima nazionale la pellicola, che uscirà nelle sale italiane il 21 dicembre. Nel cast attori del calibro di Dan Stevens, Christopher Plummer e Jonathan Pryce 

Omaggiare un grande della narrativa raccontando "la vera storia del Natale occidentale". È questa la missione di "Dickens. L'uomo che inventò il Natale", per ammissione dello stesso regista anglo indiano Bharat Nalluri che, in questi giorni, ha presentato la pellicola in anteprima nazionale al trentacinquesimo Torino Film Festival. Distribuito da Notorious Pictures e in uscita nelle sale italiane il 21 dicembre, il film è già un successo negli Stati Uniti e in Australia e vanta la partecipazione di attori del calibro di Dan Stevens, Christopher Plummer e Jonathan Pryce.

Tratto dal libro di Les Standiford

Tratto dal libro omonimo di Les Standiford, il film racconta il 'dietro le quinte' del celebre "Canto di Natale", l’opera di Charles Dickens al quale, secondo il regista, si deve la genesi dello  'spirito natalizio' occidentale. "Il libro che duecento anni fa diede forma al Natale così come lo concepiamo oggi - ha spiegato il regista a Torino - lo lessi a 11 anni in una famiglia indiana che il Natale non lo festeggiava. Ma quello spirito, quella voglia di raccontare una nuova umanità possibile attraverso l'amore e la voglia di regalare se stessi e gli oggetti del desiderio di ognuno di noi, mi ha segnato per sempre".

 

Quando il successo blocca la creatività

L’obiettivo di Mazur, attraverso il film, è quella di offrire una nuova prospettiva su "Canto di Natale". Secondo il regista, quando Dickens scrisse il libro "era una rockstar della narrativa, aveva già scritto romanzi quali 'Olivier Twist', 'David Copperfield', 'Il Circolo Pickwick' e aveva conosciuto il successo, quello che regala tanti soldi e la gloria, ma che dà anche alla testa". Proprio come succede alle rockstar, infatti, ha spiegato Mazur, Dickens cominciò "ad avere paura di non essere più all'altezza, di non riuscire più a mantenere un alto tenore di vita". Un tema che il regista anglo indiano ha voluto raccontare "con leggerezza, ironia e amore per questo scrittore, che era a sua volta un personaggio" e che, come tanti, soffriva la capacità del successo di "congelare le persone".

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