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Musical da Oscar: non solo La La Land, ecco gli altri premiati

Spettacolo

Dopo il caso clamoroso del film di Damien Chazelle, che si presenta alla cerimonia californiana con la mole di 14 nomination, il genere ibrido del musical torna prepotentemente in auge. Ecco gli altri film ballati e cantati che hanno ricevuto più statuette dall’inizio degli Academy Awards a oggi

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di Federico Ercole

E’ un genere ibrido quello del Musical, capace di passare dal registro più soave della commedia, al dramma e infine addirittura nell’orrore come ha dimostrato Brian De Palma con Il Fantasma del Palcoscenico. Si tratta di un cinema che denuncia, con una grandiosità sconosciuta agli altri generi, tutta la sua finzione, risultando tuttavia vero e credibile, inciso nei ricordi del pubblico tramite una melodia o una danza. Nel musical l’emozione travolge il realismo parlando un linguaggio universale, quello del suono e del ballo disciplinati o scatenati dalle geometrie del cinema, risultando efficace nel rappresentare vite e storie con una portata universale, da tutti comprensibile.

La La Land, con le sue quattordici nomination, è già considerato un classico contemporaneo ed è raro che gli Academy Awards abbiano dedicato così tanta attenzione ad un musical, salvo magari i premi per la migliore canzone o colonna sonora. Ma è gia successo, ecco quando.

La canzone di Broadway - Nel 1930 si svolse la seconda cerimonia di premiazione. Se l’anno precedente vinse come migliore film quel capolavoro senza tempo che è Aurora di Friedrich Murnau, l’anno successivo toccò ad un musical. Si tratta di una commedia musicale diretta da Harry Beaumont attorno alla carriera nascente di due sorelle in cerca di successo nello spettacolare mondo di Broadway. C’è un amore sofferto e tormentato vissuto da un compositore, lo spettro dell’insuccesso, l’inevitabile trionfo e un finale agrodolce, vagamente nostalgico. Fu la prima produzione interamente sonorizzata a vincere un Oscar, inoltre la pellicola vanta un segmento avveniristico realizzato in technicolor.




Il maestro Vincente Minnelli - Fu solo nel 1952 che un un musical tornò a vincere la statuetta come miglior film. Si tratta di Un Americano a Parigi, che deve il suo titolo alla composizione omonima di George Gershwin, interpretato da un indimenticabile Gene Kelly diretto con una misurata, sublime ebbrezza da Vincente Minnelli. Il film vinse anche il premio come migliori sceneggiatura, scenografia, fotografia, costumi e colonna sonora. Minnelli non fu premiato come migliore regista, per cui venne soltanto nominato. Ma questo maestro del cinema si rifece nel 1959 con Gigi, che venne premiato con nove Oscar tra cui migliore film e migliore regia. Si tratta di una meraviglia di armonie cantate e recitate ispirate ad un romanzo di Colette con uno scenario, di nuovo, parigino.




Il musical della vita - Robert Wise è un regista eclettico, capace di trascorrere con la stessa maestria da un genere ad un altro diversissimo. Basti pensare che nella sua lunga carriera ci sono capolavori fantascientifici come Ultimatum alla Terra e Star Trek The Movie, drammatici come Lassù qualcuno mi ama con Paul Newman e quasi-horror come Gli Invasati e Andromeda. E’ suo West Side Story, pluripremiato musical con la musica di Leonard Bernstein che vinse nove premi nel 1962, tra cui quello come miglior film. Wise riesce ad adattare il linguaggio del musical alle tragedie, gli amori e gli odi tra le bande metropolitane di New York, una specie di Romeo e Giulietta beat. Un musical di Robert Wise tornò a vincere nel 1966 con il leggendario Tutti Insieme Appassionatamente.




Dickens, cantato - Si tratta di Oliver, miglior film nel 1969. Carol Reed, che vinse inoltre il premio come migliore regista, mette in scena per il cinema l’omonimo musical ispirato a Oliver Twist di Dickens. E riesce ad essere dickensiano in maniera genuina.

Chicago - Si tratta di un musical cinico, tinteggiato del nero del noir con uno spaventoso e bravissimo Richard Gere. Diretta da Bob Marshall, questa storia processuale sullo sfondo del mondo dello spettacolo americano degli anni ’20, è stato l’ultimo musical a vincere il premio come migliore film, nel 2003.