I 60 anni della principessa Leia di Star Wars

Spettacolo
Carrie Fisher, per tutti la principessa Leia, alla presentazione di Star Wars (Getty Images)
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Spegne 60 candeline Carrie Fisher: una vita tra set cinematografici, battaglie sociali e irresistibili tweet.

"Io sono Leia e Leia è me. Ci siamo sovrapposte perché la mia vita è stata molto simile a quella di un super eroe”: con queste parole l'attrice Carrie Fisher raccontava in una intervista il rapporto quasi simbiotico con il personaggio cardine della sua carriera. L'indimenticabile protagonista di “Star Wars” il 21 ottobre compie 60 anni, e la sua vita sembra effettivamente legata a doppio filo a quella del suo alter ego, con il quale condivide un destino che appare già scritto sin dalla nascita. Se Leia, cresciuta tra i membri del Senato galattico, è destinata alla politica, Carrie, nata nel 1956 dai divi Debbie Reynolds ed Eddie Fisher (e diventata più tardi figliastra di Elizabeth Taylor), ha invece lo spettacolo nel suo Dna.

 

Un successo folgorante- Dopo il debutto a Broadway come ballerina, nel 1977 arriva la sua grande occasione: George Lucas la vuole per vestire i panni della protagonista femminile di “Guerre Stellari”, lanciandola definitivamente nel firmamento di Hollywood. Nonostante il successo planetario di Star Wars, le apparizioni di Carrie Fisher al cinema si diradano ben presto a causa di un grave disturbo bipolare, che riuscirà a superare definitivamente solo alla fine degli anni 80'. Nella carriera ha preso parte a quasi 30 film tra cui si ricordano soprattutto “Harry ti pesento Sally” e “I Blues Brothers”.

 

Il potere dell'ironia- Dotata di carisma ed ironia tagliente, la Fisher si è dedicata nel corso della sua vita profesisonale anche all'attività di sceneggiatrice e autrice: dalla sua biografia "Cartoline dall'inferno" è stato tratto un film con Meryl Streep. Il suo  sarcasmo particolarmente pungente l'ha trasformata negli ultimi anni in uno degli idoli del web. Sul suo profilo twitter, che vanta più di un milione di follower, l'indomabile Leia ha spesso scherzato sui problemi e sulle sventure che hanno segnato la sua esistenza, arrivando perfino deridere la dipendenza dalla cocaina che quasi le costò il ruolo nei “Blues Brothers".

 

<blockquote class="twitter-tweet" data-lang="it"><p lang="en" dir="ltr">I didn&#39;t LOSE my mind, I just changed it so many times it appeared unrecognisable &amp; thus difficult to FIND...Reports of  mind loss unfounded</p>&mdash; Carrie Fisher (@carrieffisher) <a href="https://twitter.com/carrieffisher/status/623690373282398209">22 luglio 2015</a></blockquote>
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L'idolo del web- Chiamata a vestire nuovamente i panni di Leia nel sequel di Star Wars del 2015, Carrie Fisher dimostra ancora di avere carattere da vendere rispondendo per le rime a quanti l'accusano di essere invecchiata male e sottolinenado come ai suoi colleghi maschi sia stato riservato un trattamento diverso, nonostante lo scorrere del tempo si sia fatto sentire anche per loro. Lontana dal voler essere identificata unicamente come una diva del grande schermo, l'artista ha espresso la propria opinione su questioni estremamente spinose, schierandosi apertamente contro Donald Trump e denunciando il sessismo dilagante ad Hollywood. Nel suo futuro, però, c'è ancora spazio per il cinema: nel 2017 tornerà a vestire i panni del personaggio che le ha regalato l'immortalità nel settimo episodio di Guerre Stellari.

 

<blockquote class="twitter-tweet" data-lang="it"><p lang="en" dir="ltr">Please stop debating about whetherOR not👁aged well.unfortunately it hurts all3 of my feelings.My BODY hasnt aged as well as I have.Blow us👌🏼</p>&mdash; Carrie Fisher (@carrieffisher) <a href="https://twitter.com/carrieffisher/status/681738143075176448">29 dicembre 2015</a></blockquote>
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