Il mondo dello spettacolo scende in campo per Jafar Panahi

Spettacolo
Juliette Binoche, premiata come miglior attrice a Cannes, ricorda il regista iraniano Jafar Panahi e chiede la sua scarcerazione (Ap)
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In molti chiedono la scarcerazione del regista iraniano che, da giorni, è in sciopero della fame. Juliette Binoche, miglir attrice a Cannes, lo ricorda durante la premiazione. Solidarietà anche su Facebook. E i vip italiani aderiscono al manifesto del Psi

“C’è un uomo la cui colpa è di essere un artista. Penso a lui proprio questa sera e spero di essere con lui qui l’anno prossimo”. Juliette Binoche, appena premiata come miglior attrice al Festival di Cannes, ricorda il regista iraniano Jafar Panahi. Cartello in mano a coprire il vestito elegante: si è presentata così alla cerimonia di chiusura della 63esima edizione della kermesse. Qualche giorno prima, durante la conferenza stampa di presentazione del film “Copia conforme”, era scoppiata in lacrime. Una giornalista iraniana aveva appena annunciato che Panahi, in carcere da marzo, era in sciopero della fame. Il regista, vincitore del Leone d’oro a Venezia nel 2000 e dell’Orso d’argento a Berlino nel 2006, è detenuto nella prigione di Evin, a Teheran. Doveva essere tra i giurati alla Croisette. È stato arrestato insieme alla moglie e alla figlia, poi rilasciate. L’accusa è quella di voler girare, senza regolare permesso, un film sulle proteste seguite alle elezioni di giugno che hanno confermato Mahmoud Ahmadinejad alla presidenza dell’Iran. Il regista, sostenitore del leader dell'opposizione Mir Hossein Mussavi, ha iniziato lo sciopero della fame domenica 16 maggio, per opporsi al mancato rispetto dei suoi diritti in carcere. “Chiede di avere un avvocato, di ricevere visite dalla famiglia, di essere rilasciato senza condizioni fino all’udienza in tribunale”, ha detto la moglie, Tahereh Saidi.

E tutto il mondo si mobilita e chiede la liberazione dell’artista iraniano. Ottantacinque registi suoi connazionali hanno scritto una lettera aperta. "Noi sottoscritti, un gruppo di cineasti indipendenti, vogliamo la scarcerazione di Jafar Panahi e azioni rapide in merito alla sua situazione e alle sue richieste", dicono. Anche su Facebook sono nati gruppi a sostegno della liberazione. Come “Protestiamo per l'arresto del regista Jafar Panahi a Teheran”, che conta più di 10 mila membri. O “Free Jafar Panahi”, quasi 5 mila. Tanti sono pure i post raccolti nella pagina sociale dell’artista. Boom di adesioni, inoltre, per l’appello del Psi. S’intitola Offside, come una delle opere di Jafar Panahi. Per firmarlo basta andare sul sito del partito o sulla pagina Facebook. "Dopo le firme giunte nei giorni scorsi di Luca Sofri, Michele  Placido, Marco Travaglio, Maurizio Scaparro e Vincenzo Mollica, anche Carlo Verdone ha fatto pervenire la sua adesione – ha detto Marco Di Lello, coordinatore della segreteria nazionale del Psi –. Il manifesto è uno strumento per lasciare un segno tangibile dell’indignazione e per esercitare pressione sul governo di Teheran”.

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