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Vulcani di fango: dalla risalita dei gas preziosi indizi sui terremoti

I titoli di Sky Tg24 delle 8 del 23/01

2' di lettura

È quanto emerso da uno studio condotto da un team di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) e dell'Università di Palermo, che ha studiato i vulcani di fango di Nirano e Regnano 

Studiare i vulcani di fango e in particolare il movimento dei gas mentre impegnati nella risalita della crosta terrestre potrebbe fornire informazioni preziose per riuscire a monitorare la deformazione delle rocce terrestri, che talvolta possono generare eventi sismici.
È quanto emerso da uno studio condotto da un team di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) e dell'Università di Palermo, che ha studiato i vulcani di fango di Nirano e Regnano, nei pressi di Modena, monitorando i movimenti dell’elio, il gas nobile più leggero.

Lo studio nel dettaglio

Per compiere lo studio, pubblicato sulla rivista specializzata Scientific Reports, gli esperti coordinati da Antonio Caracuasi hanno monitorato i gas rilasciati in atmosfera dai vulcani di fango in provincia di Modena, concentrando la loro analisi sull’elio, in quanto, data la sua “inerzia chimica”, è un ottimo tracciante della sorgente da cui deriva. "Si tratta di strutture geologiche la cui formazione è legata all’emissione di fango misto ad acqua salata e gas, tra i quali metano, anidride carbonica, azoto ed elio”, ha spiegato Caracausi, coordinatore dello studio. “In certe condizioni la modalità con cui i gas risalgono attraverso la crosta terrestre può dare informazioni sulla deformazione delle rocce nella fase preparatoria dei terremoti”.

Risultati della ricerca

Per studiare il trasferimento dei gas attraverso la crosta terrestre, i ricercatori hanno ricreato dei modelli in 3D dei serbatoi gassosi posti al di sotto dei vulcani.
Sono così riusciti a dimostrare che “la produzione di elio nella crosta terrestre generata dal decadimento naturale di uranio e torio, e la sua diffusione su scale temporali anche di milioni di anni, può non essere il processo principale che regola il trasferimento di questo gas attraverso la crosta terrestre verso l’atmosfera”. Come si legge sulle pagine della rivista specializzata, secondo i ricercatori questo processo potrebbe essere anche “determinato dalla deformazione di volumi rocciosi, ai quali possono associarsi fenomeni sismici”.

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