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Plasticrust: nuovo inquinamento da plastica scoperto dagli scienziati

I titoli delle 8 di sky tg24 del 26/6

2' di lettura

Si tratta di un’incrostazione di polietilene, usato per le comuni borse di plastica, formatosi sulle rocce dell’isola di Madeira dall’impatto delle onde sugli scogli. Potrebbe fare già parte della catena alimentare 

Un team di scienziati ha scoperto un nuovo tipo di inquinamento da plastica che si sta diffondendo sull’isola vulcanica di Madeira, territorio appartenente al Portogallo. Il ‘plasticrust’, com’è stato definito dai ricercatori, è un’incrostazione causata da materiali plastificati che si forma sulle rocce. Il fenomeno era stato notato inizialmente nel 2016, quando il gruppo di ricerca aveva scattato le prime foto per eseguire studi più approfonditi prima di notare, nelle successive osservazioni, che le macchie si stavano diffondendo in più parti dell’isola. I risultati del lavoro coordinato da Ignacio Gestoso, ricercatore del Marine and Environmental Sciences Center, sono stati pubblicati su Science of the Total Environment.

Plasticrust: cos’è e come si forma

In seguito alle analisi effettuate sul plasticrust trovato sull’isola di Madeira i ricercatori hanno scoperto che queste macchie ‘appiccicate’ alle rocce erano composte da polietilene, la materia plastica più utilizzata in tutto il mondo e presente in molti oggetti di uso quotidiano come ad esempio le confezioni alimentari. Secondo gli scienziati, il plasticrust si forma quando grandi pezzi di plastica, trasportati dalle onde, urtano violentemente le scogliere, portando alcuni piccoli frammenti a incrostarsi sulle rocce similmente a quanto fatto da alghe e licheni, creando un effetto simile a quello di una cicca incollata a un muro.

Alcuni organismi potrebbero cibarsi di plasticrust

Oltre a rappresentare un inquietante indizio dell’enorme quantità di plastica presente negli oceani, il plasticrust rappresenta una minaccia per l’ecosistema marino locale, specie in virtù del fatto che questo nuovo tipo di inquinamento copre ormai circa il 10% della superficie delle rocce dell’isola. Il principale timore degli scienziati è che i frammenti incrostati di plastica possano essere già entrati nella catena alimentare, visto che le litorine, piccole lumache marine, sembrerebbero essere a proprio agio sul plasicrust, di cui potrebbero nutrirsi esattamente come fatto con le alghe che solitamente ricoprono le rocce. Trattandosi tuttavia di una recente scoperta, i ricercatori stanno già eseguendo ulteriori osservazioni e analisi sul materiale per capire di più sulla sua origine, diffusione e sul potenziale impatto sulla vita locale. 

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