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Microbiota, scoperti oltre 100 nuovi batteri nell’intestino umano

I titoli di Sky Tg24 delle 8 del 5/02

2' di lettura

Il ritrovamento è stato possibile grazie a una collaborazione tra il Wellcome Sanger Institute, l’Hudson Institute of Medical Research e l'European Molecular Biology Laboratory 

Grazie a uno studio nato dalla collaborazione tra i ricercatori del Wellcome Sanger Institute, dell’Hudson Institute of Medical Research, in Australia, e dell'European Molecular Biology Laboratory (EMBL), sono stati scoperti più di 100 nuovi batteri nell’intestino delle persone in salute. Il loro Dna è stato interamente sequenziato e nel prossimo futuro sarà utilizzato per svolgere degli studi più approfonditi sul microbiota, l’insieme dei microorganismi simbionti che abitano l’intestino umano, essenziale per la cura di varie patologie.

La banca dati dei batteri dell’intestino

Per svolgere lo studio, pubblicato sulle pagine della rivista Nature Biotechnology, i ricercatori si sono basati sull’analisi del microbiota di un campione di individui sani. I risultati ottenuti hanno portato alla creazione della più ampia e completa banca dati pubblica dedicata ai batteri dell’intestino responsabili delle buone condizioni di salute. Non senza difficoltà, il team di ricerca ha fatto crescere in laboratorio 737 ceppi di batteri isolati dai campioni di feci dei volontari. Sequenziando il loro Dna, sono riusciti a individuare 273 specie diverse, tra cui ben 173 il cui Dna non era mai stato mappato e 105 finora sconosciute. Negli ultimi anni, numerosi studi hanno rivelato l’importanza del microbiota intestinale per la salute degli esseri umani. Una recente ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Frontiers in Cellular and Infection Microbiology, ha persino dimostrato che in futuro il trapianto dei batteri dell’intestino potrebbe consentire di curare non solo i disturbi dell’apparato digerente, ma anche altre patologie come il diabete, il morbo di Parkinson e l’Alzheimer. Justin O’Sullivan, un ricercatore dell’Università di Auckland, è giunto a questa conclusione al termine di una revisione dei dati relativi ad alcuni trial clinici condotti in passato.

L’impatto sulla ricerca

Trevor Lawley, ricercatore del Wellcome Sanger Institute e coordinatore dello studio sui nuovi batteri, spiega che la nuova banca dati avrà un impatto importante sulla ricerca di base e translazionale. “Riuscendo a crescere in vitro microrganismi finora difficilissimi da trattare in laboratorio, abbiamo creato una risorsa che consentirà di accelerare l'analisi del Dna dei batteri intestinali, rendendola più accurata ed economica. Alla fine ci permetterà di sviluppare nuovi strumenti diagnostici e terapeutici per malattie gastrointestinali, infezioni e problemi immunitari".

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