La Nasa pensa a case fatte di funghi per la Luna e Marte

Scienze
Immagine di archivio (Getty Images)

L’agenzia spaziale ha avviato un progetto per realizzare abitazioni compatte composte da funghi da far crescere all’occorrenza intorno a un’impalcatura: una soluzione sostenibile sia per le basi spaziali che per la Terra 

Per costruire le basi del futuro sulla Luna e su Marte potrebbero non essere necessari materiali di ultima generazione, bensì dei semplici funghi. L’ipotesi giunge direttamente dal centro di ricerca Ames della Nasa, che sottolinea come questa soluzione “verde” possa rivelarsi più adatta di vetro o metallo per creare delle case compatte, facili da trasportare e da “espandere” all’occorrenza. L’idea dei ricercatori dell’agenzia spaziale è infatti quella di una “mico-architettura” costituita da funghi dormienti che possano essere risvegliati semplicemente con l’aggiunta di acqua una volta arrivati a destinazione, senza peraltro il rischio di contaminare l’ambiente spaziale.

Basi spaziali fatte di funghi: il piano della Nasa

La coordinatrice del progetto Nasa relativo alla mico-architettura Lynn Rothschild ha spiegato che “in questo momento, i design tradizionali per gli habitat marziani o lunari sono simili al guscio di una tartaruga, da portare sulla nostra schiena. Un piano affidabile, ma con alti costi energetici. In alternativa, possiamo sfruttare i funghi per fare crescere questi habitat una volta che siamo lì”. Secondo la Nasa la componente chiave di questi organismi, che producono spore e mangiano materiale organico, è il micelio, un intreccio di filamenti in grado di “costruire strutture complesse con estrema precisione” formando così i mattoni che fungerebbero da base per le basi marziane. Più precisamente, oltre a questi blocchi il progetto prevede un habitat a forma di cupola composto da tre strati: quello più esterno sarebbe costituito di acqua ghiacciata, ricavata direttamente dalle risorse presenti sulla Luna o su Marte. L’acqua servirebbe infatti a proteggere dalle radiazioni e ad alimentare il secondo strato fatto da cianobatteri, in grado di sfruttare luce e la stessa acqua per produrre ossigeno per gli astronauti e nutrienti per lo strato finale, formato appunto da funghi.

I funghi come materiale del futuro

La Nasa punta fortemente su questa soluzione innovativa e originale, che in futuro potrebbe peraltro offrire un modo per costruire in modo sostenibile abitazioni anche sulla Terra, oltre che nello spazio. Tuttavia, il progetto attuale rappresenta solo l’inizio, visto che lo studio dei funghi potrebbe portare a utilizzare questi organismi anche per filtrare l’acqua, entrare minerali dalle acque di scarto o produrre illuminazione. 

Scienze: I più letti