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La scelta di avere un cane sarebbe dettata dal Dna

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2' di lettura

Secondo uno studio che ha preso in considerazione 35.000 coppie di gemelli, la genetica giocherebbe un ruolo pari a quello dell’ambiente nella decisione di accogliere un cane a casa 

Se accogliere un cane a casa propria o meno diventa una decisione difficile, la risposta a ogni dubbio potrebbe essere nel Dna. Spesso le famiglie valutano svariati pro e contro prima di scegliere se prendersi cura di un animale domestico, eppure stando a un ampio studio condotto dall’Università di Uppsala, in Svezia, il corredo genetico giocherebbe un ruolo significativo, creando una sorta di predisposizione ad avere un amico a quattro zampe. I risultati ottenuti dai ricercatori sono stati pubblicati sulla rivista Scientific Reports e potrebbero fornire nuovi interessanti elementi per comprendere meglio la relazione tra uomo e cane, che durerebbe da almeno 15.000 anni.

Il Dna influisce sulla scelta di avere un cane

Oltre a essere descritti come i ‘migliori amici dell’uomo’, i cani sono anche i più antichi compagni, essendo i primi animali soggetti storicamente al processo di domesticazione. Il team dell’ateneo svedese ha collaborato con alcuni ricercatori britannici nel tentativo di capire se esistessero alcuni elementi in grado di aumentare la propensione delle persone a relazionarsi in maniera stretta ai cani. Prendendo in considerazione 35.000 coppie di gemelli, il gruppo di ricerca ha dapprima analizzato il tasso di concordanza tra i due soggetti relativamente alla decisione di avere un cane o meno, per poi capire quanto quest’ultima potesse dipendere dalla composizione genetica. Secondo Tove Fall, autore principale dello studio, “il Dna influisce in modo significativo sulla scelta di avere un cane e questo può avere diverse implicazioni nel comprendere il rapporto con l’uomo nel corso della storia”.

Alcune persone più propense a vivere con i cani

Come mostrato dai risultati, infatti, i gemelli che concordavano maggiormente sulla scelta di avere un cane erano quelli omozigoti, dal corredo genetico identico. Nonostante la presenza di questi animali sia ormai diffusa in moltissime case, secondo Fall “si sa ancora poco sull’impatto che hanno sulla nostra vita quotidiana e salute. Forse alcune persone hanno una propensione innata maggiore a prendersi cura dei cani rispetto ad altri”. Il lavoro realizzato dai ricercatori svedesi e britannici è però soltanto un punto di partenza, poiché soltanto ulteriori studi potranno accertare quanto e in che modo siano coinvolti i geni rispetto a questa decisione. Nel frattempo, però, come ricorda il coautore Patrik Magnusson, la ricerca “dimostra per la prima volta che Dna ed ambiente giocano un ruolo pressoché uguale nella scelta di avere un cane”. 

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