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Bambine nate con Dna modificato, aperta nuova inchiesta negli Usa

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Dopo la Rice University, anche l’Università di Stanford sta indagando su alcuni suoi ricercatori che in passato hanno collaborato con He Jiankui, lo scienziato cinese che ha fatto nascere i primi esseri umani con genoma modificato 

Non smette di far discutere l’esperimento compiuto da He Jiankui e che ha portato lo scorso ottobre alla nascita di due gemelle con Dna modificato tramite la tecnica di editing genetico Crispr. L’Università di Stanford ha infatti aperto un’indagine interna per capire se qualche suo ricercatore ha collaborato con lo scienziato cinese, che nell’ateneo californiano ha condotto i suoi studi post dottorato.

L’inchiesta

A comunicare l’avvio dell’indagine è stato il portavoce dell’università americana, che a Bloomberg ha dichiarato: “Indaghiamo sempre su questioni che riguardano Stanford e stiamo chiarendo le circostanze delle interazioni tra He e i ricercatori dell’università”. In particolare, sotto la lente d’ingrandimento sono finiti Stephen Quake, che dirigeva il lavoro di He durante il post doc, il bioeticista William Hurlbut e Matthew Porteus, uno dei pionieri dell'editing genetico. Gli ultimi due hanno già preso le distanze dallo studioso cinese, affermando di aver tentato più volte di persuaderlo dal compiere l’esperimento.
L’inchiesta di Stanford va ad aggiungersi a quella della Rice University, che sta indagando su Michael Deem, un ricercatore che ha firmato diversi articoli scientifici insieme a He Jianqkui.

Gli esperimenti

A fine novembre, lo scienziato He Jianqkui rivelò di essere riuscito a far nascere i primi esseri umani con Dna modificato, due gemelline cinesi venute alla luce il mese precedente. La notizia scatenò molte reazioni di sdegno all’interno della comunità scientifica internazionale, tanto da indurre la Commissione Nazionale per la Sanità della Cina ad aprire un’inchiesta e il ministro della Scienza e della Tecnologia a imporre lo stop a tutte le sperimentazioni in questo settore. Nonostante la decisione, a fine gennaio Pechino ha confermato la seconda gravidanza di un feto con il genoma modificato. Secondo alcune indiscrezioni, He Jiankui avrebbe condotto i test durante i trattamenti di fertilità di sette coppie, alterandone gli embrioni con l’obiettivo di creare dei bimbi con Dna resistente a future infezioni da Hiv.

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