Gli antibiotici del futuro risiedono all'interno del corpo umano

Foto di archivio (Getty Images)
1' di lettura

Una nuova generazione di farmaci contro i ‘superbatteri’ resistenti ai medicinali potrebbe basarsi su molecole già presenti nell'organismo 

L’organismo umano produce molte molecole ad azione antimicrobica che aiutano il sistema immunitario a respingere le infezioni. Gli scienziati hanno scoperto che anche altri composti chimici presenti nell’uomo possono avere le stesse funzioni. I peptidi antimicrobici, che si trovano in quasi tutti gli organismi viventi, possono uccidere molti microbi, ma in genere non sono abbastanza potenti da agire da soli come antibiotici. In nuovo studio, i ricercatori del Mit e dell'Università di Napoli Federico II hanno scoperto che frammenti di una proteina utilizzata per digerire il cibo nello stomaco possono uccidere i batteri della Salmonella e della Escherichia coli. Gli scienziati ritengono che modificando i composti chimici per migliorare la loro attività antimicrobica, questi potrebbero essere in grado di sviluppare peptidi sintetici da utilizzare contro i superbatteri resistenti ai farmaci.

Combatte i batteri resistenti ai farmaci

"Molti antibiotici tradizionali risultano ormai inefficaci perché i batteri hanno capito come sopravvivere nonostante l’azione di queste sostanze, quindi l'obiettivo è di usare nuove categorie di molecole che sconfiggano i batteri”, afferma Alberto Di Donato, coordinatore della ricerca insieme a Eugenio Notomista, dell'università Federico II di Napoli. Per trovare nuovi strumenti efficaci che annientino i batteri, chimici e biologi si sono concentrati su sostanze autoprodotte dall’uomo che già assistono il sistema immunitario nell’attività di respingimento delle infezioni. Ma queste sostanze non sono sufficientemente potenti per agire in autonomia. Per questo motivo, Cesar de la Fuente-Nunez del Mit, uno degli autori, ha pensato di “utilizzare la biologia sintetica per modificarli ulteriormente e renderli più efficienti”.

In futuro potrebbe essere base per nuovi antibiotici

Gli studiosi hanno sviluppato un software che consente di esaminare la complessa composizione delle proteine e verificare che contengano dei composti chimici capaci di eliminare i batteri. Il software ha individuato 800 proteine con queste caratteristiche. È emerso che una di loro, attiva dentro lo stomaco, riesce ad abbattere tre tipi di batteri, la Pseudomonas aeruginosa, la Salmonella e l’Escherichia coli. Gli studi proseguiranno su questo enzima, che in futuro potrebbe costituire la base per ottenere antibiotici nuovi. "Cominceremo dalle parti delle proteine che agiscono contro i batteri – spiega il biochimico -. Le modificheremo chimicamente per rendere le proteine più forti e potenti". Un procedimento molto simile a quello usato in passato per i farmaci. “Anche in seguito alla scoperta della penicillina la chimica è stata in grado di creare modelli della molecola differenti da quelli da cui si era partiti", conclude Di Donato. 

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