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Marte, trovate a Santorini delle rocce simili a quelle del Pianeta rosso

I titoli delle 13 di sky TG24 del 27 giugno

2' di lettura

Si tratta di basalti paragonabili a quelli rinvenuti nei crateri marziani Gusev e Gale dai rover Spirit e Curiosity della Nasa. Per gli autori dello studio, l’isola greca potrebbe rappresentare il luogo ideale in cui preparare le future missioni spaziali 

Le rocce basaltiche presenti sull’isola greca di Santorini sono piuttosto simili a quelle rinvenute nei crateri di Marte Gusev e Gale dai rover Spirit e Curiosity della Nasa. È quanto emerge dai risultati di una ricerca condotta dai ricercatori del California Institute of Technology guidati da Paul Asimow, recentemente pubblicati sulla rivista di settore Icarus. La meta turistica, dunque, potrebbe rappresentare il luogo ideale in cui addestrare gli astronauti alle future missioni verso il Pianeta rosso e svolgere studi comparativi.

La scoperta degli autori dello studio

3.600 anni fa, sull’isola greca si verificò una delle più grandi eruzioni vulcaniche documentate nella storia. Ioannis Baziotis, autore dello studio e ricercatore dell’Università di Agraria di Atene, spiega che l’analisi dei materiali prodotti dall’eruzione ha permesso di individuare nella baia di Balos, nella zona meridionale dell’isola, e in due aree a Nord-Est, dei basalti paragonabili a quelli identificati dai rover sui Marte e con proprietà simili a quelle di alcuni meteoriti del Pianeta rosso scoperti sulla Terra.

L’analisi dei basalti di Santorini

L’analisi dei basalti ha confermato che la loro composizione chimica e mineralogica è simile a quella delle rocce marziane identificate dai rover Spirit e Curiosity nei crateri Gusev e Gale. "Le rocce trovate sull'isola greca si potrebbero usare come risorsa accessibile e a basso costo per testare e calibrare strumenti che voleranno nelle missioni per Marte, invece di usare i rari e costosi meteoriti raccolti sulla Terra o materiale faticosamente preparati con miscele sintetiche", spiega Ioannis Baziotis. “Quest'area dell'isola è facilmente accessibile e offre un'eccellente logistica per raccogliere campioni, eseguire test, calibrare strumenti, organizzare addestramenti sul campo e altre attività legate all'esplorazione attuale e futura di Marte", osserva Anezina Solomonidou, autore dello studio e ricercatore del Centro europeo di astronomia spaziale (Esac), gestito dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa) e situato a Villanueva de la Cañada, in Spagna. 

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