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Osservata per la prima volta una stella supergigante blu

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2' di lettura

Si tratta di un tipo di stelle la cui massa è dieci volta quella del Sole e sono caratterizzate da un’esistenza breve e frenetica, che ne rende difficile lo studio e la comprensione dei fenomeni che si verificano sulla loro superficie 

Per la prima volta è stata osservata una supergigante blu, una stella massiccia caratterizzata da un’esistenza breve ma intensa. Grazie ai dati prodotti dai telescopi spaziali Kepler-K2 e Tess della Nasa, un team di ricercatori dell’Università di Newcastle, guidato da Dominc Bowman e Tamara Rogers, ha potuto descrivere questo tipo di stelle e in particolare le perturbazioni prodotte dalle onde di gravità provenienti dal loro interno. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Nature Astronomy.

Variazioni luminose

Si tratta di un risultato molto rilevante in quanto le supergiganti blu sono molto difficili da studiare. Esse vivono infatti molto freneticamente e muoiono quando sono ancora giovani, esplodendo come supernove e rilasciando nello spazio il loro materiale. Gli interrogativi aperti su queste stelle erano molti, tra cui il perché della variazione della loro luminosità. Rielaborando i dati provenienti dai due telescopi della Nasa, gli esperti sono riusciti a guardare al di sotto della loro superficie opaca, scoprendo che le responsabili di questo fenomeno sono pulsazioni che si originano dall’interno, generando delle onde simili a quelle degli oceani o quelle causate dai terremoti sulla Terra.
"Le stelle hanno forme, dimensioni e colori diversi. Alcune sono come il nostro Sole, che vivono calme per miliardi di anni, mentre quelle massicce vivono molto meno e sono molto più attive, prima di esplodere in una supernova ed espellere il loro materiale nello spazio", commenta Rogers. La scoperta di queste onde, aggiunge, "ci dà informazioni di tipo diverso e adesso possiamo iniziare a capire come la stella si muove e ruota e conoscere la sua fisica e la chimica”.

Le stelle più antiche dell’universo

Recentemente, un gruppo di ricercatori dell'Università giapponese di Nagoya ha individuato il più antico gruppo di stelle mai osservato prima, risalente a un periodo compreso tra i 300 e i 600 milioni di anni dopo il Big Bang. Si tratta di una scoperta che, come spiegano gli studiosi, può aiutare a fare luce sulle origini del cosmo.

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