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Buco nero o stella di neutroni? Osservata la prima nascita cosmica

Immagine di archivio (Getty Images)
1' di lettura

Un team guidato dall’italiana Margutti ha scoperto che a un’esplosione avvenuta a giugno 2018 avrebbe poi fatto seguito la formazione, mai osservata prima, di uno dei due oggetti cosmici 

Un gruppo di astronomi sarebbe vicino alla risoluzione di un mistero cosmico, comprendendo l’origine dell’esplosione lampo di un oggetto soprannominato ‘The Cow’, la mucca, avvenuta nell’estate del 2018 in una galassia distante circa 200 anni luce. Dopo aver analizzato le immagini ottenute dai telescopi del progetto Atlas, situati alle isole Hawaii, un team di ricercatori della Northwestern University sostiene che l’evento ripreso sia in realtà relativo alla nascita di un buco nero o una stella di neutroni. Si tratta di un avvenimento mai osservato prima, che consentirà lo studio approfondito di questi oggetti cosmici nelle prime fasi della loro vita.

Un’esplosione insolita nel cosmo

Era il 16 giugno 2018 quando grazie alla rete di telescopi Atlas gli astronomi hanno notato un’esplosione dalla luminosità da 10 a 100 volte superiore rispetto a una tipica supernova, che è stata la prima ipotesi considerata dagli studiosi. Il fenomeno, soprannominato AT2018cow o più semplicemente ‘The Cow’, è stato osservato in direzione della costellazione di Ercole a una distanza di circa 200 anni luce. La durata dell’esplosione è stata di gran lunga minore rispetto a quanto accade solitamente per le altre stelle, motivo per cui Raffaella Margutti, che ha condotto la ricerca pubblicata sull’Astrophysical Journal, spiega che “quello che abbiamo osservato ha sfidato le nostre attuali conoscenze sulla morte stellare”.

Buco nero o stella di neutroni

In seguito all’esplosione, detriti stellari sono volati a circa 30.000 chilometri al secondo causando l’anormale bagliore. Nel brevissimo spazio di 16 giorni, inoltre, l’oggetto aveva quasi esaurito la sua forza, un fattore che secondo Margutti “ha entusiasmato tutti, poiché è piuttosto inusuale”. Il team della Northwestern University ha dunque cercato di vederci chiaro, combinando varie immagini del fenomeno, ai raggi X, nell’ottico, infrarosso e radio, per giungere alla conclusione che l’evento osservato era di fatto “la formazione di un buco nero in aggregazione o di una stella di neutroni”. Si trattato di un passaggio dalla teoria alla pratica poiché, come aggiunge Margutti, “sapevamo che buchi neri e stelle di neutroni si formano quando una stella muore, ma non li avevamo mai visti subito dopo la loro nascita”.

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