Soyuz, il 3 dicembre il primo volo con un equipaggio dopo l’incidente

Immagine di archivio (Getty Images)
2' di lettura

Gli astronauti Anna McClain, David Saint-Jacques e Oleg Kononenko raggiungeranno la Stazione Spaziale Internazionale a bordo della navicella
 

Lo scorso 11 ottobre un problema a uno dei propulsori aveva costretto i due astronauti a bordo della navicella Soyuz a effettuare un atterraggio di emergenza. Nei giorni successivi sono state individuate con precisione le cause dell’incidente: l’arresto di emergenza dei motori era stato provocato da un funzionamento difettoso di un sensore che segnala la separazione fra il primo e il secondo stadio. Ogni problema tecnico è stato risolto e il 3 dicembre il razzo tornerà a volare con un equipaggio a bordo. Il lancio partirà alle 12:31 (ora italiana) dalla base russa di Baiknour, in Kazakistan. L’equipaggio sarà composto dalla cosmonauta americana Anna McClain (della Nasa), dal canadese David Saint-Jacques (della Csa) e dall’astronauta russo Oleg Kononenko (dell’agenzia spaziale russa Roscosmos).

La missione Expedition 58

I tre membri dell’equipaggio della Expedition 58 raggiungeranno la Stazione Spaziale Internazionale (Iss), dove resteranno per sei mesi e mezzo, dopo sei ore dal lancio della navicella Soyuz e si uniranno ai tre cosmonauti attualmente a bordo: il comandante Alexander Gerst, dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa), l'americana Serena Aunon-Chancellor e il russo Sergey Prokopyev.
Il 29 novembre il team che prenderà parte alle missione ha effettuato un’ispezione di controllo della navetta. Poi, per onorare la tradizione, i tre astronauti hanno visitato il museo del cosmodromo di Baiknour, messo le loro firme e visitato la casa in cui vissero Yuri Gagarin e Sergei Korolev.

Gli incidenti avvenuti nella storia del programma Soyuz

Nella lunga storia del programma Soyuz si sono verificati alcuni incidenti oltre a quello dell’11 ottobre 2018. Il più famoso risale al 23 aprile 1967. Durante il volo Soyuz 1, il primo del programma con un equipaggio a bordo, il cosmonauta Vladimir Komarov perse la vita a causa di un malfunzionamento del paracadute di frenata della navicella, il quale avrebbe dovuto consentire al velivolo di effettuare un atterraggio sicuro. Il 5 aprile 1975 si verificò un altro incidente: la terza fase del razzo non si staccò. Durante il lancio del 26 ottobre 1983 il veicolo di lancio prese fuoco e la missione venne interrotta manualmente.
 

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