Polpi contro il granchio blu: in Emilia-Romagna parte il progetto sperimentale Octo-Blu
ScienzeLa nuova fase prevede la liberazione in mare di alcuni esemplari, con il supporto della Capitaneria di porto e dei ricercatori dell'Università di Bologna, per verificare se possano ridurre in modo naturale la presenza della specie invasiva
Prendi il via oggi al largo di Cesenatico una nuova fase di Octo-Blu, il progetto sperimentale della Regione Emilia-Romagna con l'Università di Bologna che studia l'impiego del polpo, predatore naturale del granchio blu, per contrastarne la diffusione. La specie invasiva continua a mettere sotto pressione ecosistemi e pesca lungo le coste italiane, mentre gli scienziati valutano se migliaia di piccoli polpi possano diventare un alleato biologico efficace.
La sperimentazione in mare
La nuova fase prevede la liberazione in mare di alcuni polpi, con il supporto della Capitaneria di porto - Ufficio circondariale marittimo di Cesenatico. A bordo saranno presenti i responsabili scientifici del progetto, il professor Oliviero Mordenti, del Dipartimento di scienze mediche veterinarie dell'ateneo bolognese, e il ricercatore Antonio Casalini. L'obiettivo è verificare se l'azione predatoria del polpo possa contribuire, in modo naturale, a ridurre la presenza del granchio blu, oggi una delle principali emergenze per gli ecosistemi costieri.
L'impatto della specie invasiva
La proliferazione del granchio blu non è solo un problema ambientale. Dal 2022, i danni provocati in Emilia-Romagna hanno raggiunto quasi i 17 milioni di euro, colpendo in particolare la pesca e l'allevamento di molluschi. La regione punta quindi a integrare strumenti di gestione tradizionali con soluzioni naturali, valutando se il polpo possa diventare parte di una strategia di contenimento sostenibile.