Polpi contro il granchio blu: in Emilia-Romagna parte il progetto sperimentale Octo-Blu
ScienzeLa nuova fase prevede la liberazione in mare di alcuni esemplari, con il supporto della Capitaneria di porto e dei ricercatori dell'Università di Bologna, per verificare se possano ridurre in modo naturale la presenza della specie invasiva
Prende il via oggi al largo di Cesenatico una nuova fase di Octo-Blu, il progetto sperimentale della Regione Emilia-Romagna con l'Università di Bologna che studia l'impiego del polpo, predatore naturale del granchio blu, per contrastarne la diffusione. La specie invasiva continua a mettere sotto pressione ecosistemi e pesca lungo le coste italiane, mentre gli scienziati valutano se migliaia di piccoli polpi possano diventare un alleato biologico efficace. In questa nuova fase, sono stati liberati in mare polpi di pochi giorni di età e una femmina provenienti dagli impianti dell'Università di Bologna, nell'ambito di un percorso di ricerca durato quasi due anni che ha permesso di affinare le tecniche di allevamento e ottenere le prime schiuse, passaggio indispensabile per avviare rilasci in mare e il monitoraggio scientifico.
La sperimentazione in mare
La liberazione degli esemplari è avvenuta con il supporto della Capitaneria di porto - Ufficio circondariale marittimo di Cesenatico, alla presenza dei responsabili scientifici del progetto, il professor Oliviero Mordenti, del Dipartimento di scienze mediche veterinarie dell'ateneo bolognese, del ricercatore Antonio Casalini e dell'assessore regionale all'Agricoltura e Pesca Alessio Mammi. I primi rilasci sono stati fatti l'11 e il 17 giugno in prossimità delle barriere artificiali sommerse, con il supporto logistico del Club Nautico di Riccione (Rimini), e sono proseguiti ad agosto. L'uscita di oggi segna una nuova tappa che punta a verificare se l'azione predatoria del polpo possa contribuire, in modo naturale, a ridurre la presenza del granchio blu, oggi una delle principali emergenze per gli ecosistemi costieri. "L'obiettivo è provare a mettere in campo tutti gli strumenti disponibili per contrastare il granchio blu, tutelare l'equilibrio del nostro ecosistema marino e sostenere le imprese della pesca e dell'acquacoltura dell'Emilia-Romagna, per questo siamo disponibili a sostenere anche altri progetti di Università o centri di ricerca che vadano in questa direzione", ha dichiarato Mammi
L'impatto della specie invasiva
La proliferazione del granchio blu non è solo un problema ambientale. Dal 2022, i danni provocati in Emilia-Romagna hanno raggiunto quasi i 17 milioni di euro, colpendo in particolare la pesca e l'allevamento di molluschi. La Regione punta quindi a integrare strumenti di gestione tradizionali con soluzioni naturali, valutando se il polpo possa diventare parte di una strategia di contenimento sostenibile.