Come vedere l’eclissi solare se il cielo è nuvoloso, dallo streaming alla diretta Esa

Scienze
©Ansa

Introduzione

L’attesa è finita, e il giorno dell’eclissi solare dell’agosto 2026 è finalmente arrivato. L’evento promette di essere lo show astronomico dell'anno: in Italia il fenomeno sarà visibile all’incirca dalle 19.30, con il picco che in base alla zona della Penisola dovrebbe registrarsi intorno alle ore 20 e anche oltre, quando il Sole sarà molto basso sulla linea dell’orizzonte. Questo vuol dire che - oltre ai necessari accorgimenti per osservarla in sicurezza senza rischiare danni agli occhi - si potrà osservare direttamente l’eclissi solo se il cielo sarà sgombero da nubi.

Quello che devi sapere

Come guardare l’eclissi in streaming online

Dato l’orario in cui l’eclissi è prevista, e la conseguente posizione del Sole sulla linea dell’orizzonte, sarà purtroppo sufficiente una velatura o peggio la presenza di nuvole a peggiorare di molto la visibilità del fenomeno. In questo caso però sarà sempre possibile rivolgersi alle alternative in streaming: sono infatti molti i servizi che sono stati organizzati in tutto il mondo per potersi godere lo spettacolo astronomico dell’anno.

 

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La diretta dell’Agenzia Spaziale Europea

In primo luogo, per tutti gli appassionati che si troveranno di fronte a un cielo coperto o che non avranno occhialini speciali e telescopi a portata di mano, sarà possibile contare guardare le dirette istituzionali come quelle dell'Agenzia Spaziale Europea: l’Esa infatti organizza una trasmissione divulgativa con tanti ospiti dall'Osservatorio Astrofisico di Javalambre, nella regione della Spagna in cui l'eclissi sarà totale.
 

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Dove vedere la diretta della Nasa

Per chi invece desidera godersi lo spettacolo senza esperti che parlano in sottofondo, la diretta viene trasmessa a parte anche su un feed telescopico senza commenti: anche in questo caso è visibile su YouTube e Esa Web Tv. Anche la Nasa ha predisposto un servizio simile, e mostra l'eclissi attraverso Netflix, X, Amazon Prime, YouTube e il proprio servizio Nasa+.

La diretta dell’Osservatorio di Greenwich

Le alternative comunque non finiscono qui: è disponibile anche il servizio del Virtual Telescope Project dell'astrofisico Gianluca Masi, che condivide in tempo reale sia le immagini della parzialità ottenute dalla torre panoramica del Cassero di Manciano, vicino Grosseto, sia quelle della totalità ottenute dalla Spagna. Invece l’Osservatorio di Greenwich, nel Regno Unito, trasmette la diretta dell'eclissi parziale da uno dei suoi telescopi a Londra con il commento di un astronomo su YouTube e Facebook.

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L’eclissi in diretta sull’Istituto Nazionale di Astrofisica

Per quanto riguarda l’Italia, da noi l'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) organizza una diretta con l'Unione astrofili italiani (Uai) e l'Associazione dei planetari italiani (PlanIt). Vengono trasmesse le immagini dell'eclissi parziale dalle sezioni Uai di Cremona e La Spezia, e le immagini della totalità realizzate da TimeAndDate.com. La diretta si può seguire sul canale Youtube di EduInaf e sui canali Facebook dell'Inaf e della Uai.

I progetti di ricerca sull’eclissi

Questi servizi online permetteranno dunque a milioni di persone di poter seguire davanti agli schermi l’eclissi di oggi. Ma a osservare attentamente il cielo ci saranno anche molti astrofisici, al lavoro per raccogliere quante più informazioni possibili dal fenomeno. Per esempio alcuni ricercatori sostenuti dalla Nasa seguiranno l'ombra della Luna con un aereo da ricerca ad alta quota per studiare le dinamiche della corona solare, mentre il Nationwide Eclipse Ballooning Project, supportato sempre dalla Nasa, ha inviato studenti universitari in Islanda e Spagna per lanciare palloni aerostatici e studiare come l'oscuramento del cielo durante l'eclissi influisca sull'atmosfera terrestre.

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Le ricerche dell’Esa e degli esperti italiani

I ricercatori dell'Esa useranno invece la sonda spaziale Solar Orbiter per mappare i campi magnetici della superficie visibile del Sole, in modo da verificare se i modelli riproducono accuratamente l'ambiente magnetico solare. Un team di ricercatori italiani e irlandesi volerà invece su un Airbus dell'Aeronautica Militare Irlandese fino a 350 chilometri a ovest della costa occidentale dell'Irlanda per studiare il campo magnetico della corona solare con il telescopioE-CorMag, sviluppato dall'Inaf di Torino e dall'Università di Firenze in collaborazione con l'Osservatorio astronomico della Valle d'Aosta. Infine quattro astronomi di Vento (Vulcanoid Eclipse Near-sun Test Observations), una missione congiunta di Inaf e Università di Bologna con importanti contributi strumentali dall'Università di Padova, osserverà l'eclissi dal nord-est della Spagna nella speranza di individuare tracce dei vulcanoidi, ipotetici asteroidi in orbita fra Mercurio e il Sole.

 

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