Eclissi solare, le più famose della storia tra miti e credenze

Scienze
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Introduzione

È alta l’attesa per l’eclissi solare del 12 agosto 2026. Dall'Italia il fenomeno sarà visibile solo parzialmente, anche se le regioni di nord-ovest potranno godersi uno spettacolo quasi completo con l'oscuramento del disco solare che supererà comunque il 90%. Nel nostro Paese lo spettacolo avverrà attorno alle ore del tramonto, a partire dalle 19,30 circa, e a seconda della posizione il massimo della copertura del Sole potrebbe avvenire persino già quando ormai il cielo è buio. Questo tipo di fenomeno da sempre attira l’attenzione degli esseri umani, celebrato dalle popolazioni antiche con cerimonie, rituali e credenze tradizionali.

Quello che devi sapere

L’eclissi solare secondo i Maya

Se oggi l’eclissi solare è attesa con trepidazione, in passato alcune culture avevano timore del fenomeno. I Maya, per esempio, credevano che ciò che accadeva nei cieli riflettesse eventi passati, presenti e futuri sulla Terra. Quando gli antichi Maya osservavano le eclissi, vedevano un evento per il quale sembrava che la Luna mangiasse il Sole e che veniva interpretato come una visione delle pratiche cannibalistiche dei loro antenati, che erano state eliminate da tempo.

 

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La mitologia cinese e gli antichi greci

I Maya non erano gli unici a credere di vedere il sole che veniva mangiato. Per l'antica mitologia cinese, le eclissi solari si verificavano quando un drago cercava di divorare il sole. In risposta la gente si accalcava nelle strade, suonando i tamburi per spaventare il drago. Per gli antichi greci, le eclissi erano un segno del dispiacere degli dei nei confronti degli esseri umani; per rappresaglia, il sole abbandonava la Terra. La parola eclissi deriverebbe in effetti dalla parola greca "ekleipsis", che significa "abbandono" o "un abbandono". In risposta a un'eclissi solare avvenuta nel 647 a.C., il poeta Archiloco scrisse : "Non c'è nulla che sia oltre la speranza, nulla che si possa giurare impossibile, nulla di meraviglioso, poiché Zeus, padre degli dei dell'Olimpo, fece la notte da mezzogiorno, nascondendo la luce del sole splendente, e un grande timore venne sugli uomini”. 

 

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L’eclissi solare per i nativi americani

Secondo una leggenda dei nativi americani Choctaw, la causa delle eclissi era un dispettoso scoiattolo nero che rosicchiava il Sole. Come il drago cinese, anche lo scoiattolo doveva essere spaventato dal clamore e dalle urla dei testimoni umani dell'evento. I popoli Ojibwa e Cree raccontavano una storia secondo cui un ragazzo (o talvolta un nano) di nome Tcikabis cercò vendetta sul Sole per averlo bruciato. Nonostante le proteste della sorella, catturò il Sole in un laccio, provocando un'eclissi. Diversi animali tentarono di liberare il Sole dalla trappola, ma solo l'umile topo riuscì a masticare le corde e riportare il Sole sul suo cammino. 

 

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La leggenda Indù sull’eclissi

Una leggenda che proviene dall’antica mitologia indù narra di un astuto demone di nome Rahu che cercò di bere il nettare degli dei e raggiungere così l’immortalità. Rahu si travestì da donna e tentò di partecipare a un banchetto degli dei e fu scoperto da Vishnu. Per punizione, il demone venne prontamente decapitato, ed è proprio la sua testa decapitata che vola nel cielo a oscurare il Sole durante un’eclissi. Alcune versioni dicono che Rahu riusci' effettivamente a rubare un sorso di nettare ma fu decapitato prima che l'elisir raggiungesse il resto del corpo. La sua testa immortale, alla continua ricerca del Sole, a volte lo cattura e lo ingoia, ma il Sole riappare rapidamente, poiché Rahu non ha gola.

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L’eclissi più antica della storia

Tornando alla storia reale, la prima testimonianza di un’eclissi, ovvero della più antica della storia, risale al 1223 a. C. O 1375 a. C. In una tavoletta rinvenuta nell’antica città di Ugarit, nell’odierna Siria, ci sono indicazioni su un fenomeno di oscuramento del disco solare. Le possibili date in cui l’evento sarebbe accaduto sono il 5 marzo 1223 a.C. e il 3 maggio 1375. I babilonesi, padri dell’astronomia occidentale, annotavano il moto degli astri, del Sole e dei pianeti con fini astrologici ed è proprio da loro che lo studio dei moti del cielo arrivò in Egitto, in Grecia e poi tramite i romani fino a noi.


L’eclissi nei vangeli sinottici

Nei vangeli sinottici, precisamente nei passaggi Matteo 27,45; Marco 15,33 e Luca 23,44, si racconta che il sole si oscurò per tre ore, da mezzogiorno alle tre del pomeriggio, durante la crocifissione di Gesù. Secondo gli studiosi non si trattò di una vera eclissi perché questi fenomeni durano al massimo alcuni minuti, è però possibile che la descrizione fosse stata ispirata da un fenomeno passato. Secondo i ricercatori Colin Humphreys e W.G. Waddington dell’Università di Oxford, è possibile che l’evento straordinario astronomico descritto nei vangeli si riferisca all’eclissi di luna avvenuta il 14 di Nisan, 3 aprile del 33 d.C. 

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L’eclissi solare nel Corano

Nel Corano è descritta un'eclissi di Sole avvenuta nel giorno della morte di Ibrahim, il figlio di 2 anni di Maometto. La data dovrebbe essere il 27 gennaio 632. In occasione di un'eclissi, i musulmani sono invitati a compiere una preghiera specifica. Nel Corano e nella sunnah, i fenomeni naturali (il sorgere e il calare del sole, le fasi lunari, le piogge, i terremoti, e le eclissi) non sono considerati eventi casuali o fenomeni scientifici. Li si considera invece ayat, segni di Allah, che invitano l’essere umano a riflettere sulla creazione, a prendere coscienza della propria debolezza e a rafforzare la propria fede.

 

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