Uno studio affronta i danni delle costellazioni satellitari sull’astronomia

Scienze

Secondo il report SatCon1 i satelliti in orbita bassa complicano la ricerca di asteroidi potenzialmente pericolosi, quelli ad alta quota creano difficoltà a ricercatori, astrofotografi e atronomi

Affrontare l’impatto delle grandi costellazioni di satelliti sull’astronomia, illustrare i possibil danni e le relative soluzioni. È questo, come spiega nel dettaglio l’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf), il focus del report SatCon1 prodotto da un team internazionale di esperti, tra cui alcuni dell’Eso. La ricerca è stata pubblicata il 25 agosto dopo che dal 29 giugno al 2 luglio circa 250 scienziati si sono riuniti per discutere l’impatto delle mega-costellazioni ed esplorare metodi per mitigarlo. “ll rapporto – si legge sul sito dell’Inaf – conclude che le grandi costellazioni di satelliti luminosi in orbita terrestre bassa cambieranno radicalmente l’astronomia ottica e infrarossa terrestre e potrebbero influenzare l’aspetto del cielo notturno per chiunque voglia osservarlo in tutto il mondo”. 

Le interferenze dei satelliti intorno alla Terra

 

Una delle prime evidenze sottolineate dagli esperti è che i satelliti in orbita bassa intorno alla Terra “influenzano eccessivamente i programmi scientifici che richiedono osservazioni al crepuscolo, come la ricerca di asteroidi potenzialmente pericolosi per la Terra” o di onde gravitazionali. I satelliti che si trovano oltre i 600 chilometri, invece possono essere illuminati per tutta o gran parte della notte durante l’anno e potrebbero avere gravi conseguenze negative per molti programmi di ricerca svolti nei principali osservatori ottici al mondo” si legge. Inoltre, influenzano la vista dei cieli stellati per astrofotografi, astronomi dilettanti e altri amanti della natura.

 

Una possibile soluzione

 

Il rapporto dà anche una serie di indicazioni per mitigare i problemi causati dalle grandi costellazioni di satelliti, di cui l’Eso starebbe valutando i costi. Nel documento si parla della possibilità di lanciare in orbita meno satelliti e comunque di farlo ad altitudini inferiori ai 600 chilometri. Oppure di “rendere più scuro il veicolo spaziale o utilizzare delle coperture per tenere in ombra le superfici riflettenti, e controllare l’altitudine di ogni satellite per riflettere meno la luce del Sole verso la Terra”. “La comunità astronomica, d’altra parte – concludono gli esperti dell’Inaf - potrebbe contribuire agli sforzi di mitigazione aiutando gli operatori a identificare i limiti inferiori per la luminosità del satellite e calcolare quanto sarebbero efficaci i diversi modi per diminuire tale luminosità”. 

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