Proxima b, confermata la presenza di un "fratello" della Terra

Scienze

E’ stato possibile, a quattro anni dalla sua scoperta, approfondire molto di più sulle caratteristiche di questo pianeta. Lo ha fatto un team internazionale ricercatori, guidato da Alejandro Suárez Mascareño dell'Istituto di Astrofisica delle Canarie (Iac), grazie alla potenza dello spettrografo Espresso

Scoperto per la prima volta quattro anni fa, Proxima b oggi non ha più segreti tanto che è stato possibile confermare definitivamente la sua esistenza e misurare con accuratezza la sua massa. A farlo è stato un team internazionale di ricercatori, guidato da Alejandro Suárez Mascareño dell'Istituto di Astrofisica delle Canarie (Iac) e che ha coinvolto anche esperti dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), che ha confermato la presenza dell’esopianeta Proxima b attorno a Proxima Centauri, distante quattro anni luce e la stella più vicina a noi, dopo il Sole.

Lo spettrografo Espresso

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Lo studio, i cui risultati saranno pubblicati sulla rivista scientifica “Astronomy & Astrophysics” ma che al momento sono in preprint, è stato condotto grazie alle misure di velocità radiale di altissima precisione ottenute con lo spettrografo Espresso (Echelle SPectrograph for Rocky Exoplanet and Stable Spectroscopic Observations) installato sul Very Large Telescope (VLT) dell’Eso, sulle Ande cilene. I dati raccolti hanno permesso di determinare con migliore precisione la massa minima di Proxima b, leggermente più grande di quella della nostra Terra, ovvero circa il 20% in più e con una precisione quattro volte migliore rispetto a quella delle misure che ne consentirono la scoperta.

Le caratteristiche di Proxima b

Convincenti indizi circa la presenza di questo pianeta erano stati trovati nel 2016 da Guillem Anglada-Escudé e dal suo team di esperti, analizzando misure prese con lo spettrografo Harps, si legge sul sito dell’Inaf. All’epoca gli astronomi avevano indicato per Proxima b una massa simile a quella della Terra e all’interno della zona di abitabilità della sua stella. Analisi successive indipendenti, ma basate sugli stessi dati, avevano confermato la presenza del pianeta in modo convincente. Ma adesso, le più recenti misure di Espresso, hanno ulteriormente confermato quei risultati e migliorato l’accuratezza della misura della massa minima del pianeta, pari a 1,2 volte quella della Terra. Proxima b, dicono ancora gli astronomi, è uno dei pianeti più interessanti posti nelle vicinanze del Sole sia per la sua massa sia perchè si trova nella regione abitabile della sua stella. Occorre sapere però che proprio Proxima Centauri è una nana rossa molto attiva e  bombarda il suo pianeta con raggi X. Proxima b, infatti, ne riceve circa 400 volte in più di quelli che la Terra riceve dal Sole e bisogna comprendere se il questo pianeta abbia un'atmosfera in grado di proteggerlo da queste radiazioni nocive e se essa contenga elementi chimici, come l'ossigeno, che promuovono lo sviluppo della vita.

La possibile presenza di un altro pianeta

“Oltre ad aver chiaramente confermato la presenza del segnale di Proxima b, le velocità radiali di Espresso ci hanno permesso di rivelare la possibile presenza di un altro pianeta con orbita interna a quella di Proxima b e con una massa minima pari a circa il 30 per cento di quella terrestre”, ha spiegato Mario Damasso, ricercatore Inaf nel team scientifico di Espresso. “Serviranno altre osservazioni con Espresso per confermare questo segnale, la cui natura non è al momento ancora chiara, e per questo motivo abbiamo in programma di proseguire il monitoraggio a lungo termine di Proxima. Nuove osservazioni con Espresso saranno molto utili anche per confermare la presenza del candidato pianeta Proxima c, che abbiamo scoperto con misure prese dallo spettrografo Harps e che abbiamo annunciato recentemente. Ci aspettiamo che la squisita precisione delle velocità radiali di Espresso ci aiuti nel censimento del sistema planetario più vicino a noi”, ha poi aggiunto l’esperto.

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