Rinoceronti, sarebbero i picchi ad avvisarli del pericolo bracconaggio

Scienze

A suggerirlo sono i risultati di un nuovo studio condotto da un team di ricercatori della Victoria University, in Australia, che ha analizzato nel dettaglio il comportamento di questi grandi mammiferi quando posti nelle vicinanze di un pericolo 

I Buphagus, gli uccelli che vivono appollaiati sul dorso dei rinoceronti neri, nutrendosi delle loro zecche, giocherebbero un ruolo fondamentale per la loro sopravvivenza, in quanto sarebbero in grado di avvertirli della presenza di eventuali “nemici” o predatori.
È quanto emerso da un nuovo studio condotto da un team di ricercatori della Victoria University, in Australia, che ha analizzato nel dettaglio il comportamento di questi grandi mammiferi quando posti nelle vicinanze di un pericolo. I risultati della ricerca sembrano suggerire che il reinserimento di questi uccelli nell’habitat naturale dei rinoceronti potrebbe favorire la salvaguardia della specie, in pericolo di estinzione da circa 150 anni.

Lo studio nel dettaglio

Per compiere lo studio, pubblicato sulle pagine della rivista specializzata Current biology, gli esperti coordinati da Roan Plotz, della Victoria University, hanno esaminato nel dettaglio le abitudini dei rinoceronti neri e monitorato il loro comportamento quando davanti a loro si presentano delle minacce, quali la presenza dell’uomo.
"Sappiamo che i rinoceronti, non in grado di vedere in maniera adeguata, trasportano sul dorso queste specie di volatili, i quali cinguettano più intensamente del solito quando vogliono avvertire il loro compagno di una situazione potenzialmente pericolosa, e inoltre si nutrono delle zecche presenti sulla pelle dei rinoceronti",
prosegue il ricercatore. "Questi mammiferi, infatti, pur avendo delle grandi corna e una pelle molto spessa, sono pressocchè ciechi", aggiunge Roan Plotz, della Victoria University, principale autore dello studio.
"Gli avvisi di allarme sembravano in grado di innescare una reazione negli animali. Abbiamo scoperto che in caso di segnalazione di pericolo i rinoceronti si affidano alle sensazioni restituite dall'esposizione al vento", ha aggiunto Plotz, specificando che se controvento i rinoceronti non riescono a fiutare l’odore dei predatori.

I risultati della ricerca

"Sulla base del nostro studio, potrebbe emergere il suggerimento di reintrodurre l'uccello nelle popolazioni di rinoceronti per favorire la salvaguardia della specie", commenta Plotz. "Non sappiamo ancora se una manovra di questo tipo ridurrebbe la caccia, ma sicuramente gli uccelli permetterebbero ai mammiferi di anticipare le minacce, il che potrebbe rappresentare un grande vantaggio", conclude il ricercatore.

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