Un bolide diurno nei cieli del centro-nord Italia: la ricostruzione di Prisma

Scienze

Le scie luminose avvistate il 28 febbraio che avevano fatto pensare a un meteorite sarebbero state prodotte da un bolide diurno, un fenomeno piuttosto raro: il progetto Prisma dell’Inaf ha provato a descriverlo in base alle osservazioni visuali

Arrivano le prime ipotesi dal progetto Prisma (Prima Rete per la Sorveglianza sistematica di Meteore e Atmosfera) sulle scie luminose avvistate nei cieli del nord Italia nella mattina di venerdì 28 febbraio che avevano fatto pensare a un possibile meteorite. Il bagliore, perfettamente visibile nonostante la luce del Sole, potrebbe essere stato prodotto da un bolide diurno, che è esploso nella parte finale della traiettoria superando per luminosità anche la Luna piena. Si tratta di un fenomeno piuttosto raro che tuttavia non è stato ripreso direttamente dalle camere della rete Prisma, che durante il giorno non sono in modalità presa dati, ma è stato ricostruito grazie alle osservazioni visuali avvenute in Italia, Croazia e Slovenia.

Scie luminose ed esplosioni prodotte da bolide diurno

Sono state le comunicazioni giunte all’Inaf (Istituto Nazionale di Astrofisica) attraverso la compilazione del form di segnalazione bolidi del progetto Prisma a permettere di “avere una prima grezza ricostruzione della traiettoria del bolide proiettata sulla superficie terrestre”. Durante il giorno, infatti, le telecamere “all-sky” di questa rete non raccolgono dati, attivandosi soltanto dopo il tramonto poiché “con la luce solare ci sarebbero tantissimi falsi positivi”, spiega l’Inaf. A questa mancanza hanno sopperito almeno in parte le osservazioni visuali provenienti da Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Lazio e Campania, che oltre alla descrizione includevano in alcuni casi anche foto e video. Pur definendola una “soluzione molto approssimata”, l’Inaf spiega di avere utilizzato questi dati per ricostruire una traiettoria moderatamente inclinata del bolide diurno sulla superficie terrestre, circa 50 gradi, da sud-est a nord-ovest. Il percorso del corpo celeste è diventato ancor più evidente nella parte finale grazie a due esplosioni, secondo l’Inaf “effetti della frammentazione del meteoroide originario”, con una nube bianca che è poi rimasta visibile in cielo per un paio d’ore.

Le caratteristiche del corpo celeste

Enrico Stomeo della sezione meteore dell'Unione astrofili italiani (Uai) spiega che le tante segnalazioni ricevute da diverse regioni “purtroppo non forniscono informazioni utili a determinare la posizione esatta in cui è avvenuto il fenomeno. Il bolide è stato diurno e quindi nel cielo non erano visibili stelle che potessero fungere da punti di riferimento”. Tuttavia il passaggio del corpo celeste è stato rilevato anche dallo spazio: i dati dei satelliti statunitensi hanno segnalato l’esplosione a una quota di circa 34,5 km, quando il bolide viaggiava a circa 21,5 km al secondo. L’energia sviluppata, pari a circa 0,34 kt, è “compatibile con un meteoroide roccioso di circa 1,5 metri di diametro”, affermano gli esperti di Prisma. Sebbene sia possibile che qualche frammento sia giunto al suolo, le osservazioni visuali non sono sufficienti per individuare l’area di caduta. 

Scienze: I più letti