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Fulmini, messo a punto un algoritmo in grado di prevederli

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1' di lettura

Grazie all’intelligenza artificiale, combinata con precisi dati metereologici, i ricercatori del Politecnico di Losanna sono riusciti a creare un sistema che in 8 casi su 10 può ritenersi affidabile  

L'intelligenza artificiale può prevedere dove e quando cadrà un fulmine, entro un raggio di 30 chilometri e con un anticipo temporale che va dai 10 ai 30 minuti, permettendo in certi casi di lanciare l'allerta anche prima che si scateni un temporale. La possibilità arriva grazia ad un algoritmo, messo a punto in Svizzera dai ricercatori del Politecnico di Losanna, tra l’altro il primo a servirsi di semplici dati meteorologici invece di quelli satellitari o provenienti da radar, e per questo motivo utilizzabile in ogni parte del mondo. Secondo il team che ha lavorato allo studio, pubblicato sulla rivista Climate and Atmospheric Science, grazie a calcoli eseguiti in tempo reale, l’algoritmo sarebbe affidabile 8 volte su 10.

I danni dei fulmini

Come si può leggere anche sul sito dell’ateneo svizzero, il sistema utilizza una combinazione di dati standard combinati tra quelli delle stazioni meteorologiche e quelli dell'intelligenza artificiale. Lo studio è nato dall’idea di prevedere questo fenomeno meteorologico, anche perchè i fulmini sono uno dei fenomeni più imprevedibili in natura, che uccide regolarmente persone e animali e dà fuoco a case e foreste. Crea disagi ai velivoli e danneggia le linee elettriche, le turbine eoliche e le installazioni di pannelli solari. E, in merito, si sa poco su ciò che innesca i fulmini e non esiste una tecnologia semplice per prevedere quando e dove i fulmini colpiranno il suolo.

Previsioni veloci e attendibili

Per rispondere a queste esigenze, i ricercatori hanno sviluppato un sistema semplice ed economico in grado di prevedere quando un fulmine colpirà. "I sistemi attuali sono lenti e molto complessi e richiedono costosi dati esterni acquisiti da radar o da satelliti", ha spiegato Amirhossein Mostajabi, lo studente di dottorato che ha sviluppato la tecnica. “Il nostro metodo utilizza dati che possono essere ottenuti da qualsiasi stazione meteorologica. Ciò significa che possiamo coprire regioni remote che non rientrano nel raggio di portata di radar e satelliti e in cui le reti di comunicazione non sono disponibili. Inoltre, poiché i dati possono essere acquisiti facilmente e in tempo reale, le previsioni possono essere fatte molto rapidamente e le allerte possono essere emesse anche prima che si verifichi una tempesta”, ha aggiunto il ricercatore.

I dettagli sull’algoritmo

Il metodo, dunque, si serve di un algoritmo di apprendimento automatico che è stato addestrato per riconoscere le condizioni che portano al fulmine. Per l’addestramento, i ricercatori hanno utilizzato i dati raccolti in un lasso temporale di dieci anni da 12 stazioni meteorologiche svizzere, situate in aree urbane e montane. Sono stati presi in considerazione quattro parametri: pressione atmosferica, temperatura dell'aria, umidità relativa e velocità del vento. Tali parametri erano correlati alle registrazioni dei sistemi di rilevamento e localizzazione dei fulmini. Utilizzando questo metodo, l'algoritmo è stato in grado di apprendere le condizioni in cui si verificano i fulmini. Una volta addestrato, il sistema ha fatto previsioni che si sono rivelate corrette quasi l'80% delle volte. E adesso può essere utilizzato ovunque.

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