Nasa, missione Artemis: svelate tute spaziali di nuova generazione. Una è arancione. VIDEO

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Amy Ross, lead spacesuit engineer della Nasa, spiega che gli astronauti che le indosseranno potranno camminare, piegarsi e accovacciarsi con maggiore facilità mentre si troveranno sulla Luna 

La Nasa ha svelato due nuove tute spaziali create per gli astronauti che nei prossimi anni torneranno a camminare sulla superficie della Luna. Durante la presentazione ufficiale, svolta presso il quartier generale dell’agenzia spaziale a Washington DC, sono state indossate da due ingegneri per dare a tutti i presenti la possibilità di ammirarle in ogni dettaglio. Una delle tute, di colore arancione, sarà indossata dagli astronauti quando saranno all’interno della capsula Orion, la navetta con cui raggiungeranno la Luna: in caso di improvvisa depressurizzazione permetterà all’equipaggio di sopravvivere per svariati giorni. L’altra, molto più grande e quasi del tutto bianca, servirà durante l’esplorazione della superficie del satellite naturale della Terra. È nota come Exploration Extravehicular Mobility Unit (xEMU). 

Maggiore libertà di movimento

Amy Ross, lead spacesuit engineer della Nasa, spiega che le nuove tute spaziali permetteranno agli astronauti di camminare, piegarsi e accovacciarsi con maggiore facilità mentre si troveranno sulla Luna. L’agenzia spaziale ha dichiarato che saranno utilizzate anche durante le future missioni su Marte, anche se, naturalmente, per l’occasione saranno modificate e adattate alle condizioni del Pianeta Rosso. Rispetto ai modelli precedenti, quelli nuovi sono stati realizzati in una taglia unica e possono dunque essere indossati da ogni astronauta, a prescindere dal sesso o dalla corporatura. Si tratta di una scelta che permetterà alla Nasa di evitare imprevisti come quello che lo scorso marzo l’ha costretta a rinviare la prima passeggiata spaziale interamente al femminile.

Il ritorno sulla Luna

La Nasa mira a riportare l’uomo sulla Luna entro il 2024 e stabilire una presenza umana attorno al satellite entro il 2028, anche grazie alla stazione spaziale Lunar Orbital Platform-Gateway, che nei prossimi anni dovrebbe diventare un punto di appoggio non solo per le missioni sulla Luna, ma anche per quelle destinate a raggiungere Marte o punti ancora più remoti dello spazio. 

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