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Il pesce robotico alimentato dal sistema circolatorio: come funziona

i titoli di Sky Tg24 edizione delle 13 del 20/06

2' di lettura

Sviluppato dalla Cornell University, l’automa può nuotare controcorrente fino a 36 ore grazie a un liquido idraulico che funge da sangue e scorre dando energia alle pinne 

Con un nuovo importante passo avanti nel processo che tenta di rendere le macchine sempre più simili a esseri viventi, i ricercatori della Cornell University hanno sviluppato un pesce robotico che sfrutta un innovativo sistema circolatorio per produrre energia e muoversi, nuotando persino controcorrente. Il segreto dell’automa, che presenta una forma ispirata al pesce leone, è un fluido idraulico che funge da sangue scorrendo tra le varie batterie di flusso collocate all’interno della macchina alimenta le pompe collocate in corrispondenza delle pinne pettorali, dorsali e della coda. Sebbene alcuni aspetti del robot-pesce, come la velocità, possano essere migliorati, il rivoluzionario sistema potrebbe presto essere applicato in vari ambiti.

I limiti dei robot tradizionali

L’alimentazione dei robot rappresenta da tempo un complicato rompicapo: solitamente, infatti, le macchine sono composte da sistemi isolati dedicati a funzioni specifiche che richiedono singole batterie. Per evitare dunque l’accumulo di queste parti, con il conseguente aumento di peso e una minor efficienza, gli automi tendono a essere di piccole dimensioni. Il pesce leone robotico descritto sulla rivista Nature risolve questo problema grazie a un sistema vascolare sintetico mai realizzato in precedenza, attraversato da un liquido idraulico che svolge più funzioni fondamentali: immagazzina energia, trasmette forza e così facendo attiva il movimento di diverse parti.

Robot subacquei: i possibili utilizzi

Il coordinatore dello studio Rob Shepherd spiega che “in natura gli organismi possono svolgere compiti sofisticati per molto tempo. I robot non riescono a fare le stesse cose a lungo”. Il robot-pesce sviluppato dai ricercatori, tuttavia, dimostra di poter superare questo limite, riuscendo a nuotare controcorrente grazie alle proprie pinne teoricamente fino a 36 ore consecutive a una velocità pari a 1,5 volte la lunghezza del suo corpo al minuto. Per stessa ammissione di Shepherd, la rapidità può essere migliorata visto che l’automa è ancora molto lento, ma la possibilità di robot subacquei capaci di nuotare a lungo offre entusiasmanti possibilità, permettendo ad esempio di esplorare gli oceani per raccogliere campioni dalle barriere coralline. Oltre a consentire importanti progressi nella robotica soffice, però, l’innovativo sistema sviluppato dai ricercatori potrebbe prestarsi a tutte quelle macchine che richiedono fluidi, fornendo energia persino a veicoli elettrici o aerei. 

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