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Sinapsi, ecco cosa sono e come funzionano

I titoli di Sky Tg24 delle ore 13 del 24/05

2' di lettura

Sono i collegamenti che permettono al segnale nervoso di propagarsi. Consentono cioè ai neuroni di dialogare, veicolando così gli impulsi del cervello

Le sinapsi sono i collegamenti che permettono al segnale nervoso di propagarsi. Consentono cioè ai neuroni di dialogare, veicolando così gli impulsi che danno la possibilità al cervello di governare il corpo umano.

Cosa sono le sinapsi

Le cellule nervose (i neuroni) fanno parte di una sorta di “rete”. Sono infatti costituite da una parte centrale più ampia, il corpo cellulare, e da sottili “tentacoli” (gli assoni) che si allungano verso altri neuroni. Lungo gli assoni viaggia l'impulso nervoso che si trasformerà in istruzioni per l'organismo. Questi “tentacoli”, nella loro parte terminale, sono costituiti da giunture incaricate di trasmettere (tramite impulsi e particolari sostanze) le informazioni, sfiorando le cellule vicine. Sono le sinapsi e sono migliaia per ogni neurone (tra le 5mila e le 100mila). A battezzarle come “synapsis” è stato il premio Nobel per la medicina Charles Scott Sherrington, nel 1897. E solo a metà del '900 sono state “fotografate” per la prima volta, dando così una prima prova visiva della loro esistenza.

Come sono fatte

Per la loro stessa funzione, il lavoro delle sinapsi è fatto in totale continuità. Per capirlo, però, si può schematicamente dividere una sinapsi in tre elementi principali. Il primo è la zona presinaptica, che si presenta come un rigonfiamento al termine dell'assone, detto “bottone sinaptico”. Il secondo elemento è la “fessura sinaptica”, uno spazio microscopico largo appena 20-80 nanometri, nel quale viaggiano le sostanze che verranno ricevute dal terzo elemento, la membrana postsinaptica.

Come funzionano

La zona presinaptica contiene i neurotrasmettitori, come dopamina e serotonina. Quando arriva un segnale elettrico veicolato dagli assoni, i neurotrasmettitori vengono “liberati” nella fessura sinaptica e raggiungono la “sponda” opposta, dove vengono accolti da specifiche molecole dette recettori. Grazie ai recettori, l'impulso viene trasmesso alla membrana postsinaptica e quindi alla cellula vicina.

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