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Paleodays 2019: perché è importante studiare i dinosauri?

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2' di lettura

In occasione della XIX Edizione delle Giornate di Paleontologia, in corso fino al 25 maggio, i paleontologi italiani stanno promuovendo l’importanza di riaprire gli scavi nel sito di Pietraroja 

Arriva un nuovo appello dai paleontologi italiani che in questi giorni sono riuniti al Paleodays 2019, la XIX Edizione delle Giornate di Paleontologia, in corso dal 21 al 25 maggio a Benevento e a Pietraroja. Gli esperti stanno promuovendo l’importanza di riaprire gli scavi nel sito di Pietraroja.
Proseguire le ricerche potrebbe determinare la scoperta di nuovi reperti e aiutare gli esperti a comprendere come i dinosauri abbiano risposto ai cambiamenti climatici.
La diciannovesima edizione del convegno è stata organizzata dall’Ente Geopaleontologico di Pietraroja in collaborazione con Soprintendenza Archeologica, il Museo di Storia Naturale di Milano e le università Federico II, del Sannio e di Firenze.

Perché è importante riaprire il sito di Pietraroja?

Gli esperti ritengono che lo studio del comportamento degli animali estinti possa essere prezioso per aiutare l’uomo a comprendere come affrontare i cambiamenti climatici che si stanno verificando sulla Terra. "Il contributo della paleontologia è fondamentale per mettere in atto politiche di conservazione della biodiversità”, sostiene Lucia Angiolini presidentessa della Società Paleontologica Italiana. Inoltre, non è da escludere il fatto che il sito di Pietraroja possa ancora nascondere dei resti mai emersi precedentemente. Il sito, infatti, come spiega Angiolini, “è un giacimento in cui gli strati di sedimenti si sono formati velocemente e questo ha permesso di seppellire in fretta gli organismi”.

Dal sito potrebbero emergere nuovi fossili

Riaprendo gli scavi potrebbero essere scoperti nuovi fossili di pesci, ma anche resti di dinosauri o di specie ancora sconosciute. Ne è un esempio il baby dinosauro Ciro, Scipionix samniticus, scoperto proprio nel sito in provincia di Benevento.
Lorenzo Rook, il coordinatore scientifico del congresso, sostiene che per ottenere la riapertura del sito sia opportuno coinvolgere il ministero dell’Ambiente. Attualmente, infatti, "c'è il problema della gestione e tutela dei beni paleontologici, che sono tuttora sotto l'egida delle Soprintendenze ai beni culturali e archeologici che hanno difficoltà operative negli ultimi anni”.  

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