Dalla caffeina il segreto per celle solari più efficienti

Scienze
Immagine di archivio (Getty Images)

Nato da uno scherzo, un esperimento di un team ha dimostrato che porre della caffeina sui pannelli fotovoltaici in perovskite migliora la capacità del materiale di convertire la luce in energia 

Non è un mistero che il caffè sia per molte persone una preziosa fonte di energia. Tuttavia, per immaginare che la caffeina, alla base della bevanda, possa ricaricare persino i pannelli solari, ci vorrebbe molta fantasia, o più probabilmente una buona dose di ironia. È infatti iniziato con uno scherzo l’esperimento di un team di ricercatori dell’Università della California di Los Angeles, che ha poi portato a risultati sorprendenti. Come descritto dagli autori sulla rivista Cell Press, la caffeina aiuterebbe veramente a rendere le celle fotovoltaiche più efficienti nella trasformazione dell’energia solare in elettricità.

Caffeina sui pannelli solari? Era uno scherzo

L’esperimento dei ricercatori è stato effettuato sui pannelli fotovoltaici realizzati in perovskite, più sottili ed economici di quelli classici costruiti in silicio ma tendenti a degradarsi nel tempo. Discutendo questa problematica di fronte a un caffè mattutino, uno degli autori si è ritrovato a scherzare con un collega domandando: “E se anche le celle solari in perovskite avessero bisogno del caffè per rendere meglio?”. Seppur ironico, il quesito è servito a ricordare ai ricercatori alcune specifiche caratteristiche molecolari della caffeina, convincendoli a testare la capacità di questa sostanza di aumentare la stabilità termica dei pannelli solari.

Migliorata l’efficienza delle celle in perovskite

Aggiungendo alcune molecole di caffeina a 40 pannelli solari in perovskite, i ricercatori hanno utilizzato uno spettroscopio a infrarossi per verificare se la sostanza si fosse legata al materiale che costituiva le celle. Dopo vari test, il team è riuscito a notare una sorta di blocco molecolare creatosi: il risultato di questa interazione ha aumentato dal 17 al 20% l’efficienza dei pannelli solari, ripresentandosi anche ad alte temperature, il che potrebbe evitare la rottura dei cristalli che, normalmente, si verifica nel tempo nella perovskite, facendo perdere al materiale la capacità di convertire la luce in elettricità. Gli autori dello studio sottolineano però che la caffeina sortirebbe tali effetti soltanto quando abbinata a questo minerale, e non a tutti gli altri materiali. Tuttavia, la scoperta rappresenta un promettente punto di partenza, che potrebbe portare in futuro a un’ampia produzione di pannelli fotovoltaici in perovskite caratterizzati da ottima stabilità e disponibili a prezzi competitivi

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