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Meteo estremo e temperature imprevedibili: così il clima nel 2100

I titoli delle 13 di Sky TG24 del 07/02

2' di lettura

Secondo due studi su Nature lo scioglimento dei ghiacci modificherà le correnti oceaniche causando importanti cambiamenti climatici, ma agirà meno del previsto sull'innalzamento dei mari 

Prima della fine del secolo in corso, secondo gli scienziati, dovrebbero iniziare a manifestarsi in maniera evidente alcuni effetti del cambiamento climatico. Lo scioglimento dei ghiacci in Groenlandia e Antartide getterà infatti il clima nel caos, favorendo eventi meteorologici più estremi e temperature imprevedibili a livello globale. È questo almeno il risultato delle simulazioni condotte da un team di ricercatori guidati da Nicholas Golledge della Victoria University di Wellington. Il lavoro ha trovato spazio sulla rivista Nature, così come un secondo studio che rivedrebbe al ribasso le stime riguardanti l’innalzamento del livello dei mari, per cui si ipotizzava una crescita di oltre un metro.

Il clima entro fine secolo



La perdita di massa dei ghiacci innescata dal riscaldamento globale agirà meno di quanto si credeva sul rialzo del livello del mare, causando però più scompiglio dal punto di vista climatico. Combinando simulazioni dettagliate alle osservazioni satellitari, il gruppo internazionale guidato da Golledge ha infatti ottenuto uno scenario nel quale le nuove acque generate dallo scioglimento che sta avvenendo in Antartide e Groenlandia provocheranno “importanti cambiamenti nelle correnti oceaniche e nei livelli di riscaldamento in tutto il mondo”. Ad esempio, la Corrente del Golfo sarebbe destinata a indebolirsi e le diverse temperature oceaniche si tradurrebbero in variazioni termiche nella zona artica, nel Canada orientale e l’America Centrale, che saranno più caldi, mentre l’Europa nordoccidentale sarà soggetta a un raffreddamento. Si potrebbero verificare con più frequenza eventi meteorologici intensi e estremi e sarà di conseguenza più complicato effettuare previsioni accurate, anche perché come afferma Golledge le temperature “in alcune aree varieranno molto di più di anno in anno. Questa imprevedibilità sarà di grande disturbo per tutti, rendendo molto più difficile sia pianificare che adattarsi”.

Oceani meno alti del previsto

Sebbene sia difficile trovare buone notizie in questo scenario, che potrebbe però migliorare secondo Golledge “riducendo le emissioni”, un secondo gruppo guidato da Tasmin Edwards, professore al King’s College di Londra, suggerisce che entro il 2100 gli oceani dovrebbero innalzare il proprio livello di circa 15 centimetri, anziché di oltre un metro come previsto in precedenza. Questo perché i mari risentirebbero meno di quanto ipotizzato dello scioglimento dei ghiacciai: i ricercatori lo hanno scoperto guardando alle fusioni delle piattaforme ghiacciate avvenute da 3 milioni di anni fa a circa 25 anni fa, notando come il fenomeno non abbia mai giocato un ruolo fondamentale nell’innalzamento del livello delle acque.

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