Il virus spia che uccide i batteri ‘su commissione’

Scienze

Si chiama VP882, scoperto da ricercatori di Princeton: ascolta le comunicazioni tra batteri e sceglie il momento migliore per eliminarli. Se riprogrammato, utile contro salmonella o colera 

Un virus che, come un agente sotto copertura, è in grado di raccogliere informazioni rilevanti per poi colpire i nemici al momento giusto. Lo hanno scoperto i ricercatori della Princeton University, negli Stati Uniti, che presto potrebbero mettere a disposizione dei medici una nuova e straordinaria arma per combattere i responsabili di infezioni quali colera e salmonella. Come si legge nello studio pubblicato su Cell, il virus VP882 è infatti in grado di ascoltare le ‘conversazioni’ tra i batteri, trovando così facilmente il modo per distruggerli. Bonnie Bassler, biologa molecolare che ha condotto lo studio, ha definito la scoperta “troppo bella per essere vera”.

Il virus che studia i batteri per ucciderli

A scatenare l’entusiasmo dei ricercatori sarebbe la possibilità di manipolare VP882 per trasformarlo in una sorta di killer a comando dei batteri. Il virus individuato, infatti, possiede caratteristiche inedite e affascinanti. Bassler spiega che “i virus hanno un’unica scelta da compiere: rimanere nel batterio senza essere individuati o ucciderlo per cercare di infettarne altri”. Tuttavia, sbarazzarsi del proprio ospite potrebbe risultare fatale al virus, che morirebbe se non trovasse altri batteri nei dintorni. Ma VP882 utilizza un piano perfetto: captando i segnali molecolari, è capace di capire “se i batteri si trovano in gruppo moltiplicando così le chance di sopravvivere trovando un nuovo ospite dopo aver distrutto il virus”, prosegue Bassler.

Manipolazione per attaccare altre infezioni

In seguito alla scoperta, il coautore della ricerca Justin Slipe è riuscito a modificare il virus e programmarlo perché svolgesse il proprio mestiere da ‘sicario’ contro i batteri che causano l’escherichia coli o la salmonella e presentano tra loro importanti differenze. Per questo, spiega Bassler, “molti altri batteri potrebbero essere suscettibili al suo attacco”. Senza le modifiche degli scienziati, la vera preda naturale del VP882 sarebbe il colera: ciò renderebbe il batterio particolarmente ideale per ripulire le acque di scarico infettate così come l’intestino, senza che il microbioma ne sia intaccato.

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