La cometa ‘Oumuamua arriva da una stella simile al Sole

Scienze
oumuamua_nasa

Grazie ai dati forniti dal satellite Gaia sono state identificate le quattro possibili ‘case’ di origine del misterioso corpo celeste 

‘Oumuamua, la misteriosa cometa avvistata lo scorso anno, potrebbe provenire da una stella simile al Sole. Sono state individuate quattro possibili ‘case’ da cui sarebbe fuggita. Hanno tutte una massa simile a quella della stella madre del sistema solare. Emerge da uno studio effettuato dal team di ricercatori dell’Istituto per l’Astronomia Max Planck a Heidelberg, in Germania, guidato da Coryn Bailer-Jones. I risultati saranno pubblicati sulla rivista scientifica Astronomical Journal. La cometa, inizialmente confusa per un asteroide, è celebre per essere stata il primo corpo celeste proveniente da un altro sistema planetario.

Analizzati i dati di Gaia

Per capire da dove è arrivata la stella cometa, gli scienziati hanno analizzato i dati forniti da Gaia, il satellite dell’Agenzia Spaziale Europea, resi pubblici lo scorso aprile. “I dati contengono informazioni importanti su distanza, posizioni e movimenti di più di un miliardo di stelle della Via Lattea”, sottolinea Timo Prusti, direttore dell’equipe scientifica di Gaia. Sono quattro le candidate a essere considerate possibili case natali di ‘Oumuamua: le più probabili sono HD292249 e HIP3757 perché la loro posizione è congrua con il percorso del corpo celeste. La seconda dista 80 anni luce, si trova nella costellazione della Balena ed è rossiccia.

Da dove proviene?

“La stella cometa deve essere sfuggita in qualche modo al suo sistema di origine per poi arrivare in quello solare”, spiega Coryn Bailer-Jones. “Non si sa ancora in quale momento della vita del sistema sia accaduto questo avvenimento”, prosegue lo studioso. Gli astronomi non ne sono ancora certi, ma le prove scientifiche suggeriscono che ‘Oumuamua sia stata espulsa a causa dell’interazione con un pianeta gigante. Tuttavia, nessuna delle stelle identificate sembrerebbe ospitare pianeti nella sua orbita: il prossimo obiettivo dei ricercatori sarà verificare la loro assenza in questi sistemi. La ricerca non mette l'ultima parola sulle origini di ‘Oumuamua: secondo Bailer-Jones “è possibile che provenga da una stella completamente diversa, troppo lontana o troppo debole per essere vista”. 

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