Via Lattea, scoperti tre nuovi pianeti a 330 anni luce dalla Terra

I tre giovani pianeti si trovano intorno alla stella neonata HD 163296 (foto: ESO, ALMA (ESO/NAOJ/NRAO))
3' di lettura

Due team di ricerca internazionali, grazie al radiotelescopio Alma e avvalendosi di una tecnica innovativa, sono riusciti a scorgere nella Via Lattea un trio di corpi celesti attorno alla stella 'bambina' HD 163296

Scoperti i pianeti più giovani della Via Lattea. L’individuazione di questi corpi celesti - tre in tutto - è merito di due team di ricerca internazionali che, avvalendosi di una tecnica innovativa, sono riusciti a scorgere un trio di pianeti attorno alla stella 'bambina' HD 163296. Per riuscire in questa impresa hanno utilizzato il radiotelescopio Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (Alma), che gli ha permesso di osservare una porzione di Via Lattea a circa 330 anni luce dalla Terra in direzione della costellazione del Sagittario.

Una massa simile a quella di Giove

I due studi che certificano la scoperta sono stati pubblicati sulla rivista The Astrophysical Journal Letters. Il primo, che ha identificato due pianeti a circa 12 e 21 miliardi di chilometri dalla stella, è stato condotto da un team di ricerca guidato da Richard Teague dell’Università americana del Michigan. Il secondo invece è stato pubblicato da un gruppo di ricercatori che fa capo a Christophe Pinte dell’Università Monash in Australia, che ha scoperto un terzo corpo celeste a circa 260 unità astronomiche. I tre pianeti si trovano attorno a una stella 'bambina' con una massa due volte il Sole ma con un’età di 'soli' 4 milioni di anni. Nello specifico gli astronomi sono riusciti ad identificare tre perturbazioni nel disco ricco di gas intorno alla giovane stella, al cui interno hanno scoperto "segni inequivocabili" della presenza di pianeti appena formati. I tre corpi celesti, secondo i primi calcoli, avrebbero una massa simile a quella di Giove.

Nuova tecnica di osservazione

Nelle loro ricerche con il radiotelescopio Alma, gli astronomi hanno utilizzato una nuova tecnica che permette di cogliere nei dischi di gas e polveri minime anomalie legate alla formazione di pianeti. Tra questi elementi ci sono, ad esempio, i segnali emessi dal monossido di carbonio che, a lunghezze d'onda tra l'infrarosso e le onde radio, possono essere captati da Alma. "Misurare il flusso di gas all'interno di un disco protoplanetario - spiega Christophe Pinte - ci dà molta più certezza che ci siano pianeti in orbita intorno a una stella giovane. Questa tecnica offre una nuova promettente direzione per capire come si formino i sistemi planetari". Proprio perché, secondo Teague, è stato possibile osservare pianeti "appena formati", utilizzando "un approccio completamente nuovo che potrebbe farci scoprire alcuni dei pianeti più giovani della galassia".

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