In Antartide una spedizione per trovare il relitto dell'Endurance

La Endurance, affondata nel 1915 (Getty Images)
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A più di 100 anni dall'affondamento, una spedizione scientifica britannica cercherà di rintracciare la nave che ha consegnato alla storia Sir Ernest Shackleton

Sulle tracce della Endurance. All'inizio del 2019, una spedizione antartica cercherà di rintracciare il relitto della nave protagonista della storica spedizione che vide protagonisti Sir Ernest Shackleton e il suo equipaggio tra il 1914 e il 1915. A guidare le ricerche, dal prossimo gennaio, sarà l'esploratore britannico Julian Dowdeswell.

La spedizione di Sir Shackleton

L’Endurance partì nell'agosto 1914 nel tentativo di attraversare il continente antartico. All'inizio del 1915 rimase incagliata tra i ghiacci, imprigionando l'equipaggio a bordo per mesi, prima di andare alla deriva e affondare sotto la pressione dei ghiacci. Attualmente è sepolta da 3mila metri di acqua. Nonostante la spedizione non ebbe successo, l'equipaggio dell'Endurance è rimasto nella storia per il suo fortunato ritorno a casa, nonostante le condizioni avverse. Ernest Shackleton riuscì infatti a portare i suoi uomini in salvo due anni dopo la partenza, prima rifugiandosi sui ghiacci, poi raggiungendo la Georgia del Sud con una traversata su scialuppe di salvataggio e infine organizzando una spedizione di soccorso per recuperare il resto dell'equipaggio.

La missione di ricerca

Da allora, nonostante alcuni tentativi, nessuno è riuscito a rintracciare il relitto della nave, anche perché affondato in una zona dove ancora oggi è difficile effetturare le ricerche, nonostante le moderne attrezzature. Adesso ci riprova la spedizione di Dowdeswell, anche se in realtà non nasce con l'obiettivo di ritrovare il relitto. Si tratta infatti, prima di tutto, di una spedizione scientifica, incaricata di studiare la piattaforma antartica Larsen C. I ricercatori però, a bordo della SA Agulhas II, sfioreranno il punto dell'ultima posizione conosciuta dell'Endurance. Vista la coincidenza, ha affermato Dowdeswell, "sarebbe vergognoso" non provare a individuare il relitto. La prima perlustrazione sarà svolta da piccoli sottomarini dotati di ecoscandaglio, per rilevare anomalie sul fondale ed eventualmente riprendere le prime immagini del relitto rimasto imprigionato sotto i ghiacci dell'Antartide per oltre cento anni.

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