Tempesta magnetica a Capodanno: spettacolo delle aurore polari

L'incontro tra uno sciame di particelle solari e l'atmosfera terrestre potrebbe dar vita ad una tempesta magnetica (foto: archivio Getty Images)
2' di lettura

In arrivo per il primo dell’anno uno sciame di particelle espulso dal Sole che potrebbe dar vita ad un fenomeno astronomico molto suggestivo

Tempesta magnetica in arrivo per Capodanno. Il possibile incontro di uno sciame di particelle solari con il campo magnetico terrestre potrebbe dar vita ad un fenomeno astronomico mite, ma molto suggestivo, con lo spettacolo delle aurore polari. La tempesta magnetica arriverà in concomitanza con la luna piena che immergerà i paesi artici in un bagliore argenteo.

Una tempesta di bassa intensità

È stata l’Agenzia Americana per l’Atmosfera e degli Oceani (Noaa) a notificare la probabile tempesta magnetica di Capodanno. Tuttavia, come sottolinea il Noaa stesso, non ci sarebbe da preoccuparsi visto che la tempesta dovrebbe essere di classe G1, ovvero il livello più basso nella scala da uno a cinque che ne misura l’intensità. Quello che è abbastanza certo è che dovrebbe essere un evento piuttosto spettacolare, considerando anche il fatto che il primo gennaio ci sarà anche la luna piena. Sarà, secondo gli esperti, una tempesta mite, ma spettacolare per le aurore polari che potrà produrre e la luna piena a dare uno sfondo argenteo ai paesaggi artici.

Le cause della tempesta

La tempesta sarà innescata da uno sciame di particelle solari, noto come vento solare, che arriverà da un ‘buco’ che si è aperto nella parte più esterna dell’atmosfera del Sole. Lo sciame si sposterà verso la Terra ricco di particelle cariche di energia. Questo tipo di fenomeni è conosciuto come buco coronale ed è piuttosto comune in prossimità del verificarsi del minimo dell'attività solare, fase che la nostra stella attraversa ogni 11 anni, e che è attesa per il 2018-2019. "Le previsioni - ha spiegato Mauro Messerotti docente di Meteorologia dello Spazio all'Università di Trieste e ricercatore dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) - sono quelle di una tempesta solare di intensità più bassa che interesserà quindi le alte latitudini polari, sia nell'emisfero Nord che nell'emisfero Sud, e non si estenderà quindi alle nostre latitudini”. Ecco perché, sempre nelle latitudini polari, le comunicazioni sulle onde corte potrebbero essere disturbate.

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