Nasce ABBI, il bracciale sonoro per bimbi non vedenti

La ricerca condotta in collaborazione con Chiossone Onlus su bambini dai 3 ai 5 anni (Getty Images)
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Un aiuto per muoversi all'interno di uno spazio. I ricercatori dell'Istituto Italiano di Tecnologia presentano i risultati del loro studio durante un convegno a Genova

L'utilizzo di un braccialetto sonoro può aiutare i bambini non vedenti a orientarsi nello spazio. È quanto hanno dimostrato gli studiosi dell'Istituto italiano di Tecnologia (IIT), che presentano i risultati della loro ricerca venerdì 15 dicembre al convegno “Occhio della Mente” a Genova.

Un sostegno per muoversi

Il bracciale è stato ribattezzato ABBI, acronimo di Audio Bracelet for Blind Interaction (appunto, “braccialetto sonoro per l'interazione dei ciechi”). ABBI, secondo quanto sostengono i ricercatori dell'IIT nello studio già pubblicato sulla rivista internazionale “Frontiers in Integrative Neuroscience”, aiuta i bimbi nell'orientamento spaziale, facendo comprendere la posizione del corpo loro e altrui nell'ambiente, anche attraverso dei giochi sonori.  

Il convegno a Genova

Lo studio è stato condotto dall'U-Vip, gruppo di ricerca dell'IIT che si dedica allo sviluppo di tecnologie e strategie multisensoriali da utilizzare in ambito riabilitativo, coordinato da Monica Gori. E i risultati, come detto, vengono presentati a Genova durante il convegno “Occhio della Mente. Le Nuove sfide per la riabilitazione visiva”. La giornata è promossa dall'Istituto David Chiossone Onlus per i ciechi e gli ipovedenti, che ha collaborato in maniera attiva alla ricerca.

Come funziona ABBI

A realizzare ABBI sono stati gli stessi ricercatori dell'IIT nell'ambito di un progetto europeo. Il braccialetto fornisce ai bambini non vedenti un segnale sonoro che viene trasformato dal loro cervello in un segnale spaziale, simile a quello che avrebbero se ci vedessero: tramite questo segnale, i piccoli possono avere una sorta di mappa del loro corpo nello spazio. Per dimostrare l'efficacia riabilitativa di ABBI, gli studiosi hanno esaminato il comportamento di un gruppo di bambini ciechi fra i 3 ai 5 anni, all'interno di un protocollo di riabilitazione durato tre mesi.

I risultati dello studio

In questi mesi il braccialetto sonoro è stato indossato dai bambini e da uno dei riabilitatori per eseguire giochi sonori: tra questi, i classici “un, due, tre, stella”, “mosca cieca” o la caccia al tesoro. Alla fine del periodo di studio, i risultati hanno dimostrato che i bambini riuscivano a identificare più velocemente la posizione delle fonti sonore nello spazio e inoltre ricreavano con maggiore precisione la rappresentazione spaziale dell'ambiente che li circondava.

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