Squalo di una specie dell'età preistorica catturato in Portogallo

Il Chlamydoselachus anguineus è un esemplare di squalo molto raro da vedere poiché vive a notevoli profondità (foto: archivio Getty Images)
2' di lettura

L’esemplare, dotato di 300 denti, è stato recuperato da un peschereccio a bordo del quale erano presenti alcuni ricercatori per un progetto dell’Unione europea finalizzato a minimizzare le catture indesiderate nella pesca commerciale

I ricercatori dell’Istituto nazionale per il mare e l’atmosfera hanno pescato un raro esemplare di squalo, appartente a una specie già presente nell'era preistorica, al largo delle coste di Algarve in Portogallo. Gli scienziati, come racconta "Bbc News" si trovavano a bordo di un peschereccio per seguire un progetto dell’Unione europea rivolto alla minimizzazione delle catture indesiderate nella pesca commerciale.

Uno squalo preistorico

Lo squalo recuperato dai ricercatori portoghesi è un esemplare maschio di "Chlamydoselachus anguineus", lungo circa un metro e mezzo. Definito un vero e proprio "fossile vivente", vista la longevità della sua specie sulla Terra, la cui origine risale a circa 80 milioni di anni fa. Ha un corpo lungo e snello e una testa simile a quella di un serpente. Si tratta di una delle poche specie antiche che abita ancora oggi il pianeta. Questo squalo, catturato ad una profondità di circa 700 metri a largo della località di Portimao nella regione di Algarve, vive solitamente in profondità nell’Atlantico, in Australia, Nuova Zelanda e Giappone.

Le leggende dei mostri marini

Questa specie di squalo, spiegano i ricercatori, non è molto conosciuta, dato che il suo habitat naturale si trova solitamente nelle profondità oceaniche. Il professor Margarida Castro dell’università di Algarve ha spiegato a "Bbc News" che il nome di questo esemplare deriva dalla disposizione dei suoi 300 denti, capaci di intrappolare calamari, pesci e anche altri squali. Definito anche "mostro del profondo", secondo lo scienziato Samuel Garman, primo a studiarlo, i suoi movimenti simili a quelli dei serpenti potrebbero aver ispirato le storie dei marinai sui mostri degli abissi.

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