Entro il 2030 ci saranno nel mondo due miliardi di auto

La Cina è tra i Paesi che in pochi anni raddoppieranno la propria rete stradale (Getty Images)
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Nel 2050 ci saranno 25 milioni di chilometri in più di strade, il 90%delle quali saranno costruite in Paesi in via di sviluppo. La ricerca è stata pubblicata su "Science"

Entro il 2030 nel nostro pianeta circoleranno due miliardi di auto e per il 2050 ci saranno 25 milioni di chilometri in più di nuove strade, sufficienti a fare per 600 volte il giro del mondo. Sono gli elementi da cui prende le mosse un articolo pubblicato su Science che parla della "febbre" per le grandi opere nel mondo.

Strade: un problema ambientale

Una tendenza che potrebbe avere serie conseguenze ambientali, economiche e sociali, anche perché la maggior parte delle nuove infrastrutture (si calcola circa il 90%) saranno costruite nelle regioni tropicali e in Paesi in via di sviluppo, dove gli ecosistemi potrebbero non reggere all'impatto dell'asfalto. Tanto più che, come sostiene William Laurance, dell'Università australiana James Cook, autore dell'articolo con l'economista costaricense Irene Burgués, "queste cifre non includono le strade non asfaltate o quelle che non compaiono sulle mappe perché illegali".  

Il caso del Brasile

Un esempio emblematico è quello della regione amazzonica: a grandi opere come le dighe (500 quelle progettate) e le miniere si affiancano migliaia di chilometri di nuove strade che penetrano la foresta del Brasile. "Qui per ogni chilometro legale, come dimostrano le immagini dei satelliti, ne vengono costruiti tre di illegali", dice Laurance, che è anche membro di Alert, organizzazione internazionale di esperti dell'ambiente, citato dal quotidiano "El Pais". La conferma dell'impatto negativo dell'asfalto si ha nella deforestazione: circa il 95% della foresta amazzonica sparita negli ultimi anni si trovava in un raggio di 5,5 km da una strada.

I Paesi africani e asiatici

In Asia, è previsto che, in soli tre anni, Paesi come Cina e India raddoppino la loro rete stradale. E in alcuni Stati africani, come lo Zimbabwe, le nuove strade sono accompagnate dal fenomeno del bracconaggio. In Africa equatoriale, inoltre, nei prossimi anni si costruiranno 53mila nuovi chilometri di vie di comunicazione, che taglieranno in due circa un terzo della superficie protetta del continente. "Un modello di sviluppo – spiega Burgués – che genererà molti problemi sociali e ambientali", tra cui ad esempio lo spostamento forzato delle comunità indigene. I due esperti autori dell'articolo non sono contrari alle opportunità di sviluppo che le nuove strade possono portare, a patto però che si cerchino di ridurre al minimo gli effetti collaterali sulle zone ancora intatte del pianeta.  

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