Ecco la mappa del Dna dell'ulivo, svela i segreti dell'olio d'oliva

L'ulivo secolare protagonista del film "El olivo" di Icíar Bollaín (Foto: GettyImages)
2' di lettura

Un team internazionale di scienziati ha mappato il Dna dell'ulivo selvatico, antenato di quelli coltivati. Emerse le tracce dell'antica attività genetica che ha "modellato" la sintesi dell'olio d'oliva

La mappa del Dna dell'ulivo è pronta. Il lavoro è stato portato a termine da un team internazionale di scienziati ed è descritto in un articolo sulla rivista dell'Accademia delle scienze americane (Pnas). I risultati di questo studio offrono indicazioni preziose sull'evoluzione della biosintesi dell'olio d'oliva. Conoscenze che possono essere applicate per migliorare l'attuale produzione di olio, condimento simbolo della cucina mediterranea dai molteplici benefici per la salute.

L'olivastro

Quello mappato, spiegano i ricercatori dell'università belga di Ghent, guidati da Yves Van de Peer, è il Dna dell'ulivo selvatico, chiamato olivastro, considerato l'antenato degli ulivi coltivati. Il suo nome scientifico è "Olea europea var. Sylvestris": si tratta di un tipo di olivo che dall'Asia minore è arrivato in Grecia e si è poi diffuso nel bacino del Mediterraneo, divenuto culla di diverse altre varietà di questo albero.

L'olio "sintesi" di geni

Mappando il genoma dell'ulivo selvatico, i ricercatori sono riusciti a evidenziare le tracce della sua antica attività genetica, che nel passato ha "modellato" la sintesi dell'olio d'oliva. Mettendo a confronto il genoma dell'olivastro con quello di altre nove varietà di piante, gli scienziati hanno osservato che gli ulivi coltivati hanno un genoma di dimensioni più piccole, anche se con un numero maggiore di geni. L'ulivo selvatico ospita oltre 50.000 geni (contro i 56.000 di quelli coltivati), e mostra i segni di molteplici duplicazioni genetiche, avvenute in passato, in particolare circa 28 e 59 milioni di anni fa. In queste due occasioni, le funzioni dei geni coinvolti nella biosintesi dell'olio si sono allargate e diversificate. Ciò spiega le particolari caratteristiche dell'olio d'oliva, cioè l'alto contenuto di acido oleico (75%), la sua principale componente, e una molto più bassa di acido linoleico (5,5%). Nell'olio di semi di sesamo, che è molto simile, sono presenti invece entrambi al 40%.

I pregi dell'olio d'oliva

La diffusione nel mondo dell'utilizzo dell'olio d'oliva, chiave di volta del successo della dieta mediterranea, si deve soprattutto al riconoscimento delle sue innumerevoli proprietà benefiche per la salute dell'uomo. Quello ottenuto dalle olive è infatti un olio ricco di acidi grassi sani e di micronutrienti, in particolare di antiossidanti come i composti fenolici e la vitamina E. Le olive hanno inoltre moltissimi derivati, usati anche in ambito farmaceutico e cosmetico.

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