Il cambiamento climatico minaccia parassiti: un terzo verso scomparsa

Da qui a poco più di 50 anni oltre il 33% per cento dei parassiti che abitano la Terra rischia di sparire (Fotogramma)
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Lo sostiene uno studio dello Smithsonian Institution pubblicato su “Science Advances”. Zecche, pulci e pidocchi importanti per gli ecosistemi

Prima della fine del secolo, un terzo dei parassiti terrestri potrebbe estinguersi. La causa? Il cambiamento climatico che minaccia anche queste specie, secondo una ricerca pubblicata su “Science Advances”.

Pulci, pidocchi e zecche a rischio

Lo studio è stato condotto dallo Smithsonian Institution, istituto di ricerca con sede a Washington dove gestisce anche un complesso museale finanziato dal governo statunitense, e mette in guardia sulla possibile sparizione – da qui a poco più di 50 anni – di oltre il 33% per cento dei parassiti che abitano la Terra.
Nonostante la cattiva reputazione di pulci,pidocchi, zecche e tenie, la loro perdita potrebbe danneggiare irrimediabilmente gli ecosistemi. “Gli organismi parassiti hanno cicli di vita molto complessi che implicano il bisogno di più specie ospiti su cui proliferare – spiegano all'Ansa i ricercatori dello Smithsonian Institution – ecco perché normalmente la loro diversità viene considerata un segno di ecosistemi in salute, nonostante il rapporto con l'uomo non sia sempre dei migliori”.

Come si è svolta la ricerca

Per la loro indagine scientifica sull'impatto dei cambiamenti climatici sui parassiti, i ricercatori hanno sfruttato l'immenso catalogo di specie del Museo dello Smithsonian, che conta circa 142 milioni di pezzi in totale. Analizzando inoltre i dati sulla distribuzione geografica dei parassiti, è emerso che, nel peggiore scenario possibile dal punto di vista del clima, più di un terzo di queste specie entro il 2070 non esisterà più. Lo scenario più ottimistico prevede comunque, nello stesso arco di tempo, una perdita del 10 per cento di pulci, zecche e affini.

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