Non solo 2012 TC4: sorvegliati oltre 600 asteroidi "a rischio"

I ricercatori osservano l'asteroide 2014 JO25, passato in prossimità della Terra lo scorso aprile (Getty Images)
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Astronomi e matematici tengono d'occhio i corpi celesti che potrebbero avvicinarsi alla Terra. E si preparano a osservare quello che sfiorerà il pianeta il prossimo 12 ottobre

Ci sono 600 sorvegliati speciali nello spazio: sono gli asteroidi che costituiscono un potenziale pericolo per la Terra, monitorati costantemente da una schiera di astronomi, fisici e matematici. Sono almeno 150 e provengono da tutto il mondo quelli riuniti dal 4 al 9 settembre a San Martino al Cimino, in provincia di Viterbo, nel convegno internazionale di Meccanica celeste (Celmec).

Asteroidi: niente panico

L'asteroide del momento è 2012 TC4, che il 12 ottobre si prepara a sfiorare (in termini astronomici) la Terra. Ma è solo uno dei tanti. "Dire che ci sono asteroidi a rischio non deve creare panico", afferma una delle organizzatrici del convegno, Alessandra Celletti, del dipartimento di Matematica dell'università di Roma Tor Vergata. "Significa che la probabilità che un asteroide abbia un impatto non è nulla, ma per stabilire se la collisione possa avvenire serve un enorme sforzo che metta insieme osservazioni e calcoli". Niente paura, quindi, ma occhi ben aperti: "Sono tanti i corpi del Sistema Solare che si avvicinano alla Terra - prosegue la ricercatrice - e molti passano fra la Terra e la Luna. Per questo è fondamentale avere un monitoraggio attento degli asteroidi che potrebbero essere una minaccia per il nostro pianeta".

Il lavoro di astronomi e matematici

Il monitoraggio coinvolge specialisti e ricercatori di diverse discipline. Perché, come spiega Celletti, "è fondamentale che gli astronomi osservino gli asteroidi, indicandone la posizione ai matematici, che ne calcolano poi la traiettoria". Sono calcoli importantissimi anche per le missioni spaziali dirette agli asteroidi stessi, come la giapponese Hayabusa 2, che nel giugno 2018 dovrebbe raggiungere l'asteroide 162173 Ryugu, prelevandone dei campioni da riportare sulla Terra nel dicembre 2020. Attesi anche i risultati di Osiris-Rex (Origins, Spectral Interpretation, Resource Identification, Security, Regolith Explorer), la missione della Nasa lanciata nel settembre 2016 e che nel 2019 dovrebbe raggiungere Bennu, l'asteroide che si ritiene possa colpire la Terra fra un secolo e mezzo. "Prelevare campioni di asteroidi è importantissimo per ricostruire la storia del Sistema Solare". Un lavoro a lungo termine, mentre a breve gli occhi saranno rivolti all'insù per osservare 2012 TC4, che ha un diametro stimato fra i 15 e i 30 metri e passerà piuttosto vicino alla Terra: "solo" a 44mila chilometri. Una distanza che non costituisce alcun rischio per il pianeta, ma che fornisce un'occasione preziosa per osservare un asteroide da vicino, anche senza l'aiuto di sonde e missioni spaziali.

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