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Impiantato con successo un bronco riassorbibile in 3D in un bambino

I titoli delle 8 di Sky TG24 del 03/12

2' di lettura

L’operazione, condotta dai medici dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, ha permesso al piccolo paziente di cinque anni, affetto da broncomalacia, di riprendere a respirare regolarmente 

I medici dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma sono riusciti a impiantare con successo un bronco riassorbibile stampato in 3D in un bambino di cinque anni, permettendogli di riprendere a respirare regolarmente. Il piccolo paziente era effetto da broncomalacia, un cedimento della parete bronchiale che impedisce il normale flusso di aria nel polmone. Il delicato intervento, della durata di 8 ore, è stato eseguito il 14 ottobre da Adriano Carotti, responsabile dell’Unità di funzione di cardiochirurgia complessa con tecniche innovative, in collaborazione con i chirurghi delle vie aeree del Laryngo-Tracheal Team, diretto da Sergio Bottero. Dopo meno di un mese dall’intervento, il piccolo paziente è stato dimesso ed è potuto tornare a casa. Gli esperti del Bambino Gesù hanno progettato e realizzato il bronco in 3D ricorrendo a delle tecniche sofisticate di imaging e bioingegneria.

Le caratteristiche del bronco in 3D

Il bronco 3D, interamente progettato al Bambino Gesù sulla base di uno studio dell’Università del Michigan, è stato stampato con materiale bio-riassorbibile che verrà progressivamente eliminato dall’organismo dopo aver accompagnato la crescita dell’apparato respiratorio del bambino e restituito alla parete bronchiale la sua funzionalità. Il dispositivo, personalizzato in base all’anatomia del piccolo paziente, è stato creato partendo dalle immagini bidimensionali (Tac) realizzate nel Dipartimento di Diagnostica per Immagini dal dottor Aurelio Secinaro e poi rielaborate con delle tecniche di bioingegneria dal dottor Luca Borro dell’Unità di Innovazione e Percorsi Clinici. La ‘gabbietta’ cilindrica che riproduce la struttura del bronco è stata stampata con policaprolattone e idrossiapatite, un composto bio-riassorbibile che viene eliminato dall’organismo nell’arco di circa 2 anni.

La dichiarazione di Daniele Leodori

Parlando dell’intervento sul piccolo paziente, Daniele Leodori, il vice presidente della Regione Lazio, ha elogiato il lavoro svolto dai medici del Bambino Gesù. “Grazie ai team medico-chirurgici del Bambino Gesù, al coraggio, al lavoro di squadra portato avanti anche con università italiane e americane, un bambino di cinque anni affetto da una grave malattia potrà avere una vita normale. È una grande emozione e un orgoglio per il Lazio, per la nostra sanità e per l’Italia”.

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